Bruxelles – L’Europa continua a muovere le proprie merci soprattutto su strada, ma quando guarda oltre i propri confini è il mare a fare la parte del leone. Secondo i nuovi dati Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, nel 2025 in UE sono state trasportate su strada 13,29 miliardi di tonnellate di merci, l’1,8 per cento in più rispetto al 2024. In termini di distanza percorsa e peso trasportato, il trasporto stradale ha raggiunto 1.886 miliardi di tonnellate per chilometro, in crescita dello 0,9 per cento.
A guidare i volumi in termini di peso sono stati i prodotti derivanti dall’estrazione mineraria e dalle attività di cava, con 3,04 miliardi di tonnellate, pari al 22,9 per cento del totale. Seguono prodotti alimentari, bevande e tabacco, con 1,61 miliardi di tonnellate, e altri prodotti minerali non metalliferi, con 1,60 miliardi. Se invece si considera la distanza percorsa, al primo posto ci sono proprio alimentari, bevande e tabacco, con 311,1 miliardi di tonnellate-km.
L’Italia rappresenta una parte significativa di questo movimento: nel 2025 i veicoli immatricolati nel Paese hanno trasportato circa 1,23 miliardi di tonnellate di merci su strada, mentre la performance complessiva è stata di 161,7 miliardi di tonnellate-km, pari all’8,6 per cento del totale UE. L’Italia si colloca così tra i cinque maggiori Paesi europei per trasporto stradale, dopo Polonia, Germania, Spagna e Francia.
Un capitolo specifico riguarda le merci pericolose, che nel 2025 hanno rappresentato il 4 per cento dell’intera performance del trasporto stradale europeo, considerando le tonnellate-km. Nella categoria rientrano, tra gli altri, liquidi infiammabili, sostanze tossiche ed esplosivi. La quota più elevata è stata registrata in Finlandia, con il 9,8 per cento, seguita da Irlanda (7,8) e Cipro (7,5).
Ma se per gli spostamenti di merci all’interno dell’Unione la strada resta fondamentale, il quadro cambia quando si guarda al commercio con i Paesi extra-UE. Sempre secondo Eurostat, nel 2025 il trasporto marittimo ha movimentato 1,1 miliardi di tonnellate di importazioni e 0,5 miliardi di tonnellate di esportazioni europee verso il resto del mondo. In termini fisici, il 73,3 per cento delle importazioni e il 72,6 per cento delle esportazioni è passato via mare.
Il divario è ancora più evidente se si guarda al valore delle merci. Il trasporto aereo, pur rappresentando appena lo 0,3 per cento del volume delle importazioni e il 2,9 per cento delle esportazioni, vale il 20,7 per cento delle importazioni e il 29,1 per cento delle esportazioni in termini economici. Il mare resta invece il principale canale anche in valore, con il 50,2 per cento delle importazioni e il 40,4 per cento delle esportazioni.
La strada, infine, pesa per il 6 per cento delle importazioni extra-UE in termini di volume e per il 17,4 per cento delle esportazioni, ma sale rispettivamente al 19,5 e al 24,9 per cento quando si considera il valore delle merci. Il quadro restituito dai dati Eurostat è quindi quello di una doppia geografia della logistica europea: la strada per far circolare le merci dentro il mercato unico, il mare per collegare l’economia europea al resto del mondo.



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