Bruxelles – Ancora Lula o di nuovo Bolsonaro, ma junior? Il Brasile avrà bisogno del ballottaggio per scegliere il suo presidente, per elezioni dove a tenere banco sono l’astensionismo (21 per cento di non votanti al primo turno) e le condotte irregolare dei social media che producono la levata di scudi in Europa. Il giorno della verità sarà il 25 ottobre, quando il secondo turno dirà se in Brasile resterà alla guida dei laburisti o se invece tornerà nelle mani dell’ultra-destra.
A Bruxelles, il giorno dopo il primo turno, ci si interroga sulla tenuta della democrazia e sul ruolo dei social media. Flavio Bolsonaro è avanti nei consensi espressi (47 per cento) davanti al presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva (45 per cento), per un esito dettato probabilmente anche dalle scelta di Meta, colosso di internet di proprietà di Mark Zuckerberg, che controlla le note piattaforme Facebook e Instagram, contro cui punta il dito Sandro Ruotolo (PD/S&D), membro della commissione speciale sullo scudo europeo per la democrazia.
“A dieci giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane, Meta, ha improvvisamente disattivato gli annunci pubblicitari sulla pagina Facebook del presidente e candidato Luiz Inácio Lula da Silva“, denuncia e lamenta l’europarlamentare. Lo staff di Lula “ha presentato ricorso e solo alcune ore dopo gli annunci sono stati ripristinati”.
Non finisce qui, perché, denuncia lo stesso europarlamentare, “nello stesso giorno Meta ha sospeso su Instagram anche un profilo che aveva diffuso un video diventato virale su uno scandalo di corruzione che coinvolgeva politicamente Flávio Bolsonaro, candidato alla presidenza e principale avversario di Lula”. È accaduto che successivamente “il profilo è stato riattivato e Meta si è scusata parlando di un errore interno”, però intanto questi avvenimenti hanno finito col penalizzare il candidato dei partito dei lavoratori e favorire invece il candidato nazional-conservatore.
“Nel pieno di una campagna elettorale, una società privata ha avuto il potere di interrompere unilateralmente uno degli strumenti di comunicazione di un candidato alla presidenza e di oscurare un contenuto politico che riguardava il suo principale avversario”, continua Ruotolo. Il capodelegazione del PD in Parlamento europeo, Nicola Zingaretti, chiede: “Quanto sono ancora libere le nostre democrazie se poche piattaforme private possono decidere chi può parlare, a chi e quando?”.
La questione sollevata ripropone il tema delle interferenze straniere, tutte statunitensi, nelle elezioni di Paesi indipendenti e sovrani. Prima era stato Elon Musk, proprietario tra le varie aziende, del social X, che si era schierato apertamente per l’estrema destra in Germania. Ora Zuckerberg che finisce con l’entrare a gamba tesa nel voto brasiliano.
Non solo: in Romania, a causa di propaganda filo-russa su TikTok, le elezioni di novembre 2024 vennero dichiarate nulle con la Commissione europea che non esitò ad accogliere l’iniziativa con soddisfazione. Adesso, invece, è silenzio assoluto.
![Il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva [Brasilia, 3 aprile 2025. Foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/10/Imagoeconomica_2421771-750x375.jpg)





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