Bruxelles – Ridurre le dipendenze commerciali da un unico fornitore, affrontare gli squilibri strutturali con la Cina e dotare l’Unione europea di nuovi strumenti per reagire a eventuali ritorsioni economiche. È la linea delineata dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la conferenza stampa a termine del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, durante il quale il commercio ha occupato una parte rilevante delle discussioni tra i Ventisette. A dicembre, l’esecutivo UE presenterà l’iniziativa “DiversifyEU”, pensata per accelerare il processo di riduzione dei rischi commerciali (de-risking) da parte delle imprese e favorire una maggiore diversificazione delle catene di approvvigionamento.
“Basta dipendenze commerciali da un unico fornitore”, ha dichiarato von der Leyen, annunciando che Bruxelles lavorerà anche a “nuovi strumenti per affrontare gli squilibri strutturali”. Accanto a DiversifyEU, la Commissione proporrà un meccanismo di solidarietà per definire le azioni da intraprendere nel caso in cui uno Stato membro subisca coercizioni economiche o ritorsioni commerciali. L’obiettivo è rafforzare la capacità di risposta dell’Unione di fronte a pressioni esterne che possano colpire i singoli Paesi o compromettere il funzionamento del mercato unico.
Nel mirino c’è soprattutto il rapporto commerciale con Pechino. Von der Leyen ha ribadito che la Cina resta un partner importante per l’Unione europea, con cui Bruxelles vuole mantenere relazioni “eque, equilibrate e reciprocamente vantaggiose”. Per raggiungere questo obiettivo, tuttavia, è necessario un riequilibrio “sostanziale e rapido”. La presidente della Commissione ha ricordato che nel 2025 il deficit commerciale europeo nei confronti della Cina è stato pari a un miliardo di euro al giorno, avvertendo che nel 2026 la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente. “Si tratta di un problema strutturale, insostenibile”, ha argomentato, aggiungendo che “non si può continuare così”.
La risposta europea passerà anche dal rafforzamento degli strumenti di difesa commerciale. In questo senso, von der Leyen ha richiamato il documento franco-tedesco sullo “scudo commerciale” per l’industria europea, da cui dovrebbe svilupparsi un nuovo strumento per limitare l’accesso al mercato unico in modo rapido e immediato, quando ciò risponda agli interessi dell’Unione. La presidente ha precisato che i nuovi strumenti non sostituiranno quelli già disponibili: l’UE dovrà continuare a sfruttarli pienamente, in funzione delle necessità e delle caratteristiche delle diverse situazioni.
Le occasioni per discutere di questi temi non mancheranno. Durante la conferenza stampa, il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha annunciato una nuova riunione informale dei leader il 4 febbraio 2027 ad Alden Biesen, in Belgio. “Alden Biesen 2” lo ha goliardicamente rinominato Costa, essendo il secondo vertice informale nel castello della località belga. Un appuntamento che servirà a fare il punto sui progressi compiuti dopo i precedenti incontri dedicati alla difesa, alla competitività, al commercio e a rilanciare lo slancio politico su entrambi i dossier. L’appuntamento offrirà ai Ventisette un’ulteriore occasione per affrontare le sfide legate alla sicurezza europea e alla capacità dell’Unione di competere sui mercati globali.


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