Bruxelles – Le lingue d’Europa hanno scelto di incontrarsi lungo quell’Arno dove Alessandro Manzoni “ripuliva” la lingua italiana. Dal 21 al 23 ottobre Firenze ospiterà la 23ª conferenza della Federazione europea delle istituzioni nazionali per la lingua (EFNIL), organizzata dall’Accademia della Crusca. Il titolo dell’incontro è “Il ruolo dei media nell’uso delle lingue d’Europa”, e la domanda di fondo è: quanto contano giornali, radio, tv e social nel plasmare il modo in cui parliamo, e che cosa cambia ora che entrano in gioco assistenti vocali, traduttori automatici e generatori di testo?
Attorno al tavolo siederanno i delegati delle istituzioni linguistiche dei 27 Stati membri dell’Unione europea e dei Paesi associati a EFNIL. I lavori verranno aperti giovedì 22 ottobre nella sede della Crusca, che della federazione fa parte fin dalla nascita, nel 2003. Ad aprire la prima sessione sarà Cecilia Robustelli, delegata dell’Accademia e vicepresidente di EFNIL. Dopo di lei prenderanno la parola Nicoletta Maraschio, presidente onoraria della Crusca, Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Genoveva Ruiz Calavera, direttrice generale della Direzione generale Interpretazione della Commissione europea, Kezia Pellinghelli, rappresentante dell’Unità di traduzione italiana del Parlamento europeo, e Sabine Kirchmeier, presidente di EFNIL. Seguiranno le relazioni plenarie di Alessandro Lenci, dell’Università di Pisa, e Britta Schneider, di quella di Vienna e gli interventi dei delegati e delle delegate di 14 paesi.
Il programma ruota attorno a tre grandi temi. Il primo riguarda il rapporto tra media, standardizzazione e diversità linguistica: come i mezzi di comunicazione, dalle emittenti pubbliche a quelle locali, aiutano a diffondere standard condivisi e allo stesso tempo danno voce alle tante varietà e comunità linguistiche del continente. Il secondo guarda in faccia l’intelligenza artificiale, con i suoi effetti su lessico, grammatica e pronuncia, e si chiede come dovrebbero rispondere le istituzioni che si occupano di lingua. Il terzo parla di identità e ideologie linguistiche, cioè di come la presenza (o l’assenza) di una lingua nei media ne influenza prestigio e legittimità sociale, e del ruolo che possono avere pratiche di comunicazione più inclusive.
Grande attenzione, poi, per le lingue meno diffuse, con uno sguardo alle iniziative per proteggerle e farle vivere.
Per partecipare di persona bisogna essere delegati delle istituzioni aderenti a EFNIL, ma la conferenza si potrà seguire anche online. Chi desidera il modulo di iscrizione può scrivere alla segreteria all’indirizzo efnil@nytud.hu.











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