Bruxelles – “Il mio obiettivo è offrire a questo settore chiave un quadro normativo stabile, coerente e prevedibile.” Con queste parole la relatrice Camilla Laureti (S&D) commenta l’accordo provvisorio raggiunto oggi (20 ottobre) tra gli eurodeputati e la presidenza irlandese del Consiglio dell’UE per modificare il regolamento di base sulla produzione e l’etichettatura dei prodotti biologici.

Laureti insiste sull’esigenza di evitare continue revisioni: il quadro, spiega, “dovrebbe semplificare i requisiti esistenti, evitando la revisione ripetuta della legislazione dopo un periodo limitato di applicazione”. La stabilità delle regole, aggiunge, “è essenziale per preservare gli alti standard che sostengono la qualità, la competitività e la reputazione del settore, sia nell’Unione europea sia sulla scena globale”. Allo stesso tempo, “il settore deve continuare a garantire un solido livello di tutela per i consumatori”. L’obiettivo, conclude la relatrice, è “trovare il giusto equilibrio tra certezza del diritto per le imprese, credibilità del settore nel lungo periodo e legittime aspettative dei cittadini europei”.
Il testo punta a mantenere la fiducia nel logo biologico europeo e a garantire una concorrenza leale tra i prodotti che rispettano pienamente le norme UE e quelli che soddisfano standard equivalenti. Per i beni importati da Paesi terzi, il marchio potrà comparire in etichetta, presentazione o pubblicità solo se rispettano standard equivalenti e i requisiti aggiuntivi di produzione e controllo. In questo modo i consumatori potranno scegliere con maggiore consapevolezza, e produttori europei ed extraeuropei si confronteranno ad armi pari.
Novità anche per le piccole realtà che vendono biologico sfuso direttamente al consumatore, che potranno essere esentate dalla certificazione entro precisi limiti. I negoziatori hanno alzato la soglia di fatturato annuo da 20.000 a 40.000 euro e quella di volume di vendite da 5.000 a 10.000 chilogrammi, per consentire a più piccoli produttori di restare fuori dagli obblighi.
Sul fronte della contaminazione tra coltivazioni biologiche e convenzionali, e delle diverse interpretazioni nazionali, la Commissione pubblicherà informazioni sulle migliori pratiche di prevenzione a partire dal 31 dicembre 2031.
L’intesa dovrà ora essere approvata formalmente da Parlamento e Consiglio. Dopo l’adozione, il regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.










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