Bruxelles – Quasi 100 milioni di quote di emissione gratuite in più per le industrie europee e maggiori risorse per modernizzare i sistemi di teleriscaldamento. La commissione Ambiente del Parlamento europeo (ENVI) punta a rafforzare la protezione delle imprese dal rischio di fuga di carbonio, ovvero il trasferimento delle attività produttive verso Paesi con norme climatiche meno stringenti, attraverso una revisione dei parametri di riferimento del sistema di scambio delle quote di emissione UE (ETS).
Con 64 voti a favore, 11 contrari e 2 astensioni, gli eurodeputati hanno adottato nella serata di ieri (19 ottobre) la propria posizione sulla proposta della Commissione europea di rivedere i benchmark basati sul calore e sui combustibili per il periodo 2026-2030. Si tratta dei parametri utilizzati per calcolare le quote di CO2 assegnate gratuitamente agli impianti industriali quando non esiste un benchmark specifico per il prodotto.
La commissione sostiene la proposta dell’esecutivo UE di utilizzare tutte le quote ancora disponibili per l’assegnazione gratuita, stimate in circa 88 milioni, e chiede di aggiungerne altre 11 milioni, trattenute agli impianti che non hanno rispettato le condizioni previste dal sistema ETS, per un totale vicino ai 100 milioni. La revisione limiterebbe così la riduzione dei valori di riferimento rispetto al periodo 2021-2025, con un taglio medio di circa il 12,5 per cento.
Il mandato negoziale ha raccolto il sostegno di popolari, socialdemocratici, liberali e conservatori. Gli eurodeputati propongono inoltre di destinare un terzo delle quote non assegnate al Fondo per la modernizzazione e un altro terzo al Fondo per l’innovazione, mentre la parte restante contribuirebbe ad adeguare i benchmark. Il primo strumento finanzia, tra gli altri interventi, la modernizzazione delle reti di teleriscaldamento; il secondo sostiene lo sviluppo di tecnologie innovative a basse emissioni.
La commissione ENVI chiede anche alla Commissione europea di introdurre parametri specifici per alcuni comparti industriali, a partire da determinati settori della ceramica, quando il benchmark generale sui combustibili non rispecchia adeguatamente le prestazioni degli impianti. “Riconosciamo che alcuni settori necessitano di una maggiore protezione contro la rilocalizzazione delle emissioni”, ha dichiarato il relatore del testo, Adam Jarubas (PPE).
Il Parlamento voterà la propria posizione in plenaria giovedì (il 22 ottobre), prima dell’avvio dei negoziati con il Consiglio. L’obiettivo è applicare i nuovi valori di riferimento con l’aggiornamento previsto per il 2027.
Soddisfazione viene espressa dall’euro deputata PD, Annalisa Corrado, secondo cui “il voto in commissione ENVI è un risultato politico molto importante” che dimostra “che una negoziazione leale, all’interno delle forze di maggioranza, può portare a soluzioni concrete, accolte anche da altri gruppi sul piano del pragmatismo e della collaborazione”, aggiunge l’ eurodeputata e responsabile ambiente del PD. Inoltre, “il compromesso sui benchmark, approvato con 64 voti favorevoli e 11 contrari, corregge una stortura che ha penalizzato pesantemente alcuni settori industriali, in particolare il settore ceramico, mantenendo al tempo stesso l’ambizione climatica europea e gli incentivi alla decarbonizzazione”, prosegue. Ora sarà”fondamentale ” che il voto della olè aria di giovedì possa “confermare questo equilibrio, con una maggioranza quanto più ampia possibile”.
Positivo anche il giudizio da Fratelli d’Italia. “Abbiamo votato a favore in commissione ENVI della revisione dei parametri dell’ETS 2026-2030, perché si tratta di un primo passo avanti rispetto alla proposta della Commissione europea, per noi del tutto insoddisfacente”, dichiarano gli eurodeputati di Fratelli d’Italia-ECR componenti della commissione ENVI, Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, e Stefano Cavedagna. “In particolare, con i nostri emendamenti inseriti nel testo, abbiamo voluto dare un segnale concreto di sostegno all’industria ceramica, mettendo a disposizione più quote gratuite e introducendo parametri specifici, non previsti in precedenza, in un momento in cui le imprese affrontano una concorrenza internazionale sleale”, commentano. “Ci auguriamo che la plenaria, con l’approvazione di questo testo, prosegua verso un superamento di un Green Deal che poco ha a che vedere con le esigenze all’industria europea”, concludono.


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