dall’inviata a Strasburgo – Le industrie europee potranno contare su quasi 100 milioni di quote di emissione gratuite aggiuntive per il periodo 2026-2030. Il Parlamento europeo ha approvato oggi (22 ottobre) in plenaria la propria posizione negoziale sulla revisione dei benchmark del sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE (ETS), confermando il testo adottato martedì dalla commissione Ambiente. Il mandato è passato con 474 voti a favore, 82 contrari e 28 astensioni, aprendo la strada ai negoziati con Consiglio e Commissione europea.
La revisione riguarda i benchmark, che sono i parametri di riferimento basati sul calore e sui combustibili, utilizzati per calcolare le quote gratuite assegnate agli impianti industriali. L’obiettivo è contenere i costi per le imprese europee e ridurre il rischio di carbon leakage, cioè il trasferimento della produzione verso Paesi con vincoli climatici meno stringenti.
Il testo sostiene la proposta della Commissione europea di utilizzare tutte le quote ancora disponibili per l’assegnazione gratuita, stimate in circa 88 milioni, chiedendo di aggiungerne altre 11 milioni trattenute agli impianti che non hanno rispettato le condizioni del sistema. Il Parlamento propone inoltre di destinare 11 milioni di quote al Fondo per la modernizzazione e altrettante al Fondo per l’innovazione, a sostegno degli investimenti industriali e della transizione energetica.
Tra le novità più rilevanti c’è la possibilità di introdurre benchmark specifici per alcuni settori, a partire dalla ceramica e dai materiali refrattari, qualora l’applicazione di un parametro comune basato sui combustibili produca distorsioni significative. I nuovi valori dovrebbero essere calcolati sulla base delle prestazioni del 10 per cento degli impianti più efficienti del comparto.
È proprio sulla ceramica che si concentra la soddisfazione degli eurodeputati italiani. “Correggere parametri che penalizzano ingiustamente alcune produzioni significa dare alle imprese condizioni più eque per investire nella transizione e tutelare lavoro e competitività“, dichiara Annalisa Corrado, eurodeputata del Partito Democratico. Per l’eurodeputata, il voto permette di portare al tavolo negoziale una proposta di differenziazione settoriale, ma “il percorso non è concluso”: ora occorre che il risultato venga confermato nell’accordo finale.
Fratelli d’Italia rivendica il contributo dei propri emendamenti. Per Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo ECR, il voto rappresenta un passo verso la correzione di un’impostazione che, a suo giudizio, sacrifica la competitività industriale all’ideologia ambientalista. “L’ETS è un sistema che trasforma la transizione ecologica in un fattore di impoverimento economico”, sostiene.
Anche Antonella Sberna e Stefano Cavedagna sottolineano il riconoscimento delle peculiarità produttive della ceramica, ma chiedono una revisione più profonda del sistema ETS. Il voto di Strasburgo definisce così la posizione dell’Eurocamera, mentre la partita sulle nuove regole per le quote gratuite si sposta ora al tavolo con gli Stati membri e la Commissione.








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