Bruxelles – Temu era stata rimandata, ha fatto i compiti e stavolta ha superato l’esame. La Commissione europea ha accettato oggi (26 ottobre) il piano d’azione della piattaforma globale cinese di e-commerce a basso costo volto a garantire la conformità della Legge europea sui servizi digitali (DSA) – il regolamento UE creato per garantire uno spazio digitale più sicuro, trasparente e affidabile – e a contrastare la presenza di prodotti illegali online. Il piano era stato presentato da Temu ad agosto 2026 dopo che un’analisi portata avanti da Palazzo Berlaymont aveva rilevato la presenza di giocattoli per bambini e gadget elettronici “non conformi”.
La tabella di marcia si articola su cinque “correttive”. La prima è la realizzazione di una valutazione dei rischi su misura per il suo servizio, grazie a informazioni affidabili e aggiornate per individuare i rischi specifici legati alla progettazione, al funzionamento e all’uso della piattaforma. La seconda è la presa in esame di metriche e indicatori affidabili per valutare se e in che modo le misure di mitigazione messe in atto sono efficaci nel ridurre il rischio di diffusione di contenuti illegali. A seguire, la valutazione di possibili limitazioni e carenze del sistema di moderazione dei contenuti e il loro impatto sui prodotti raccomandati, tenendo conto della progettazione e del funzionamento del sistema, comprese le politiche e le norme di moderazione della piattaforma, gli strumenti di rilevamento automatizzato, la revisione manuale, e molto altro. A ciò si aggiunge l’analisi di come i sistemi algoritmici possano influenzare e potenzialmente amplificare la diffusione di contenuti illegali sul suo mercato sulla base di metriche pertinenti e affidabili. Infine un esame affrondito del ruolo della manipolazione intenzionale del servizio e della diffusione potenzialmente rapida e ampia di contenuti illegali, anche analizzando il modo in cui i professionisti e gli altri destinatari del servizio possono sfruttare le caratteristiche di Temu per diffondere elenchi di merce illegale.
Il Comitato per i servizi digitali – un gruppo consultivo indipendente istituito dal DSA – è stato interpellato su tali misure formulando un parere il 24 settembre. In un primo momento, aveva ritenuto le modifiche “parzialmente adeguate”, stabilendo che “mancava di un livello di dettaglio sufficiente per valutare pienamente se affrontasse adeguatamente l’infrazione”. Successivamente, Palazzo Berlaymont aveva preso in considerazione il parere del comitato, chiarendo i requisiti fondamentali che Temu doveva integrare nel piano. Adesso Temu dispone di quattro mesi per realizzarlo. Qualora un revisore dovesse individuare delle raccomandazioni da integrare, la piattaforma cinese avrà un mese per riferire alla Commissione europea in merito alla loro attuazione.
A luglio 2025 la Commissione aveva pubblicato delle conclusioni preliminari nei confronti del colosso che indicavano il sospetto che Temu violasse l’articolo 34 del DSA per quanto riguarda la valutazione dei rischi sistemici connessi ai prodotti illegali diffusi sul suo mercato. A maggio 2026 è stato confermato e la Commissione ha inflitto a Temu una multa di 200 milioni di euro per il mancato rispetto dei suoi obblighi di valutazione del rischio.




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