Bruxelles – La decarbonizzazione inizia a livello locale. Questo è il messaggio principale emerso da una conferenza che si è tenuta a Bruxelles il 27 ottobre e che è stata organizzata dalla Sezione ‘Trasporti, energia, infrastrutture, società dell’informazione’ (TEN) del Comitato economico e sociale europeo (CESE) secondo cui “è necessario fornire a città e regioni gli strumenti adeguati per accelerare la transizione energetica dell’UE, garantendo al contempo la sicurezza energetica e l’autonomia energetica a livello locale”.
Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) sottolinea che “l’UE potrà raggiungere i propri obiettivi di neutralità climatica solo mettendo gli attori locali in condizione di trasformare le ambizioni climatiche in azioni concrete sul territorio”. Ciò perché, da un lato, le città sono responsabili della maggior parte delle emissioni di gas a effetto serra; dall’altro, le autorità locali sono incaricate di attuare gran parte delle misure di adattamento al clima. “È dunque fondamentale che l’UE potenzi il ruolo delle autorità locali, se intende conseguire i propri obiettivi di neutralità climatica e accrescere la propria autonomia energetica strategica”, evidenzia il CESE.
L’evento, intitolato ‘La decarbonizzazione inizia a livello locale: potenziare città e regioni per la transizione energetica dell’Europa’, ha riunito rappresentanti della Commissione europea, autorità locali, sindacati, società civile e settore dell’energia pulita, delineando percorsi pratici verso una transizione energetica che sia accessibile e guidata dalle comunità. Sottolineando che la transizione energetica avrà successo solo se percepita dai cittadini come un’opportunità per ottenere energia pulita, più sicura e a costi accessibili – anziché come un ulteriore onere – Thomas Kattnig, presidente del Gruppo permanente sull’energia del CESE, ha evidenziato che “la transizione energetica non si deciderà soltanto a Bruxelles”, ma “nelle nostre città e nelle nostre regioni” che “costituiscono l’ossatura della nostra transizione energetica”. Inoltre, “la transizione verde potrà avere successo solo se sostenuta da un quadro normativo adeguato, da finanziamenti e dalla creazione di posti di lavoro di qualità”.
Le città sono responsabili del 71–76 per cento delle emissioni globali di gas a effetto serra e, per il CESE, ciò significa che, se da un lato contribuiscono a creare il problema, dall’altro possono essere parte della soluzione. Inoltre, “sebbene l’UE e i governi nazionali definiscano l’orientamento strategico, sono le autorità locali e regionali, insieme ai propri cittadini, a essere responsabili dell’attuazione sul campo del 90 per cento delle politiche dell’UE in materia di adattamento climatico”. Inoltre, “la transizione energetica deve essere attuata in modo più vicino alle famiglie e alle imprese”, ricorda il CESE. “Il futuro dell’energia pulita in Europa inizia nelle nostre comunità, dove i leader locali e regionali danno ai cittadini gli strumenti per trasformare l’energia rinnovabile in prosperità condivisa, bollette più basse e maggiore resilienza”, ha aggiunto Alejandro Ulzurrun de Asanza y Muñoz della Commissione europea, responsabile per la transizione giusta, i consumatori, l’efficienza energetica e l’innovazione.
Infine, la conferenza ha chiarito che è possibile costruire una sovranità energetica locale attraverso sistemi di energia rinnovabile decentralizzati, reti intelligenti (smart grid), sistemi di stoccaggio dell’energia e tecnologie pulite innovative. “I sistemi energetici decentralizzati stanno diventando un pilastro fondamentale per città resilienti e sostenibili. Le autorità locali possono accelerare la diffusione di fonti di energia rinnovabile gestite a livello locale, tra cui l’energia solare, eolica e geotermica, nonché le pompe di calore. Anche le soluzioni emergenti svolgono un ruolo importante: i biocarburanti, l’idrogeno e le tecnologie per la valorizzazione dei rifiuti, insieme alle reti intelligenti, allo stoccaggio dell’energia e ai sistemi energetici distrettuali, possono rafforzare la sicurezza energetica locale, ridurre le emissioni e avvicinare la produzione di energia ai consumatori”, osserva il CESE sottolineando ancora che “la priorità assoluta deve essere quella di rendere concreta una transizione all’energia pulita che sia guidata dalle comunità e accessibile a tutti” e che, “per raggiungere questo obiettivo, i cittadini devono essere messi in condizione di partecipare attivamente alla transizione energetica, attraverso una governance inclusiva, forme di proprietà comunitaria e soluzioni energetiche pulite ed economicamente accessibili”.
“L’Unione europea non può, da un lato, elaborare ambiziose strategie climatiche a Bruxelles e, dall’altro, legare le mani alle autorità locali con procedure complesse e limiti all’indebitamento”, osserva Hanna Zdanowska, sindaca di Łódź e membro del Comitato europeo delle regioni. “Circa il 90 per cento della capacità di energia rinnovabile si trova nelle aree rurali. Possiamo ottenere il sostegno a livello locale solo coinvolgendo i cittadini e rendendoli partecipi dei benefici”, dettaglia Davide Sabbadin, responsabile delle politiche presso l’European Environmental Bureau (EEB). Mentre Pauline Dulongcourty, responsabile delle politiche per i servizi pubblici presso la Federazione europea dei sindacati dei servizi pubblici (EPSU) scandisce: “L’energia è un servizio essenziale per tutti. Nessuno può vivere senza riscaldamento, luce o elettricità. L’energia non può essere considerata una semplice merce o un’attività finanziaria concepita per garantire rendimenti stabili agli investitori. La questione non è quanto investiamo, ma chi prenderà le decisioni, chi si farà carico dei rischi e chi ne trarrà beneficio”.










