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    Home » Agrifood » Dalla soia all’olio di palma, l’UE è il secondo importatore al mondo di materie prime da deforestazione tropicale

    Dalla soia all’olio di palma, l’UE è il secondo importatore al mondo di materie prime da deforestazione tropicale

    La denuncia nell'ultimo rapporto del WWF. Nel 2017 i Paesi europei rappresentavano il 16 per cento di queste importazioni nel mondo associate al commercio internazionale, seconda solo alla Cina (24 per cento). Italia seconda in Europa dopo la Germania

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    14 Aprile 2021
    in Agrifood

    Bruxelles – L’Unione Europea è il secondo maggiore importatore dopo la Cina di materie prime legate alla deforestazione tropicale, come soia, olio di palma e carne bovina. Nel 2017 i Paesi europei rappresentavano il 16 per cento di queste importazioni nel mondo associate al commercio internazionale per un totale di 203mila ettari e 116 milioni di tonnellate di CO₂, meno della Cina (24 per cento) e più dell’India (9 per cento), degli Stati Uniti (7 per cento) e del Giappone (5 per cento). Sono le principali conclusioni dell’ultimo rapporto ‘Stepping up: The continue impact of EU consumer on nature’  sull’impatto dei consumi sulla natura pubblicato mercoledì 14 aprile dal WWF. Focus sui Paesi che importano alcune materie prime agricole dalla deforestazione, dalla soia brasiliana all’olio di palma indonesiano, ma anche carne di manzo, caffè e cacao.

    L’Italia, in base ai dati del 2017, è al secondo posto in Europa: con 35.800 ettari importati, l’Italia è seconda seconda solo alla Germania, e seguita da Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Francia, Belgio e Polonia tra gli otto Paesi europei responsabili dell’80 per cento della deforestazione incorporata ai prodotti, di provenienza tropicale, che vengono poi lavorati e consumati nell’UE.

    Tra le materie prime più importate, si menzionano i semi di soia, l’olio di palma, a sua volta molto più avanti di manzo, legname e cacao. Tra il 2005 e il 2017, sottolinea il rapporto, soia, olio di palma e carne bovina sono state le materie prime con la più grande deforestazione tropicale incorporata importata nell’UE, seguita da prodotti in legno, cacao e caffè. L’espansione dell’agricoltura nelle regioni tropicali rimane la più grande minaccia per le foreste e altri ecosistemi naturali”, mettono in guardia gli autori del rapporto, “portando alla conversione di circa 5 milioni di ettari di foreste in terreno agricolo all’anno tra il 2005 e il 2017”. Sottolineano poi che affrontare il problema “non è solo responsabilità dei Paesi produttori” ma anche quelli che importano devono agire .

    Urgente una nuova legislazione

    Il rapporto della ONG ambientalista arriva in un momento critico per l’UE, dal momento che la Commissione Europea deve presentare, entro la fine del secondo trimestre, un nuovo progetto di regolamento per ridurre in maniera significativa l’impatto sulle foreste all’estero dei prodotti che vengono poi immessi sul mercato europeo. “La deforestazione tropicale associata alle importazioni dell’UE di prodotti agricoli è ora una misura quantificabile e quindi non può più essere ignorata”, denuncia Michael Lathuillière, ricercatore presso lo Stockholm Environment Institute che ha formulato i dati su cui si basa il rapporto.

    La Commissione europea “deve utilizzare i risultati odierni come campanello d’allarme finale e presentare una proposta legislativa forte ed efficace per affrontare in modo completo l’impronta dell’UE”, ha concluso uno dei principali autori del rapporto, Anke Schulmeister-Oldenhove. “Questa legge dovrebbe impedire a qualsiasi prodotto che abbia contribuito alla distruzione della natura – sia esso “legale” o illegale – o violazioni dei diritti umani, di entrare nei mercati” dell’UE.

    Tags: deforestazioneitaliaueunione europeaWwf

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