Bono, voce degli U2 e cofondatore dell’organizzazione umanitaria ONE, martedì era di passaggio a Bruxelles per salvare vite e debellare malattie. Anche quando c’è da fare il benefattore lui lo fa come una vera rockstar.
Entrato nelle Istituzioni Europee senza farsi notare, è fuggito dalle conferenze stampa, ha incontrato il presidente della Commissione Manuel Josè Barroso e nella mattinata è stato anche ricevuto dal Presidente Martin Schulz al Parlamento Europeo.
È stato preso alla sprovvista dalla stampa solo all’entrata del Justus Lipsius. Venuto per parlare con il Presidente del Consiglio Herman Van Rompuy, quest’ultimo non è nemmeno sceso a riceverlo per la tradizionale stretta di mano, del resto, nel mondo alla rovescia delle istituzioni, i veri vip sono i politici e non i cantanti. Sorridente, come davanti a dei fan, sull’Unione Europea ha detto solo: “it’s amazing!” (è fantastica!).
Eppure Bono il mestiere di filantropo lo ha intrapreso ormai da tempo. Sin dai primi anni ’80 si è impegnato in una lunga serie di campagne per la cancellazione del debito, iniziative contro l’aids e collaborazioni con l’organizzazione per i diritti umani Amnesty International.
Nel 2004 ha fondato ONE, impegnata nella battaglia contro la povertà e le malattie prevenibili, con particolare interesse per i paesi africani e martedì è venuto nella capitale europea, assieme ad altri fondatori dell’organizzazione, con l’intento di fare pressione proprio sulle istituzioni UE. All’alba della decisione sul prossimo budget europeo la speranza è che l’Unione non rinunci alla lotta all’estrema povertà.
“Siamo qui per ringraziare” ha aggiunto Bono, riferendosi a quei contributi per gli aiuti umanitari rilasciati negli ultimi anni da Bruxelles, i quali dal 2004 al 2009 hanno permesso a 9 milioni di bambini di accedere ad un’educazione primaria, a 5 milioni di essere vaccinati contro il morbillo e a più di 31 milioni di persone di avere accesso all’acqua pulita. Se Bono ha davvero solo ringraziato, il Presidente Barroso si è invece sbilanciato un po’ di più, impegnandosi, come si legge nel comunicato stampa che ha seguito l’incontro, a convincere gli stati membri ad accettare la proposta della Commissione per un aumento del 20% degli aiuti esterni per il budget Europeo 2014- 2020.
In questo periodo di crisi un irlandese che convince un portoghese a devolvere più soldi in aiuto a paesi extraeuropei ha un che di surreale. Il clima è positivo e se davvero questi desideri saranno esauriti, sono già tutti pronti ad impegnarsi su un nuovo fronte. Barroso ha infatti aggiunto: “Bono ed io siamo d’accordo, vogliamo lavorare assieme ad un’ambiziosa proposta della Commissione riguardo la trasparenza e la responsabilità delle industrie estrattive”.
“Il Parlamento europeo richiede un ambizioso quadro finanziario pluriennale con una forte parte destinata agli aiuti allo sviluppo destinata ai paesi in via di sviluppo – ha detto dopo l’incontro Schulz – Essi rappresentano uno dei più grandi successi dell’UE, cambiano la vita di milioni di persone nel mondo. Si tratta di vaccini, accesso all’acqua ed educazione di donne e bambini. Il PE difende un budget europeo ambizioso e possiamo essere fieri dei risultati ottenuti in questi anni. Molti Stati membri condividono questa visione e dovrebbero sostenere un budget europeo ambizioso nel lungo termine”.
Camilla Tagino
Per saperne di più:
Il sito della commissione parlamentare Sviluppo
http://www.europarl.europa.eu/committees/it/deve/home.html




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