- L'Europa come non l'avete mai letta -
giovedì, 30 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Cronaca » Foreign fighters, ecco come in Europa si risponde alla minaccia

    Foreign fighters, ecco come in Europa si risponde alla minaccia

    Le misure anti-terrorismo prese da Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito, e Germania, in attesa di soluzioni comunitarie. Quelle di Londra le più restrittive

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    9 Febbraio 2015
    in Cronaca
    Guerriglieri

    Guerriglieri

    foreign fightersSono i “combattenti stranieri” o “foreign fighters” in inglese. Sono quelle persone che vivono nei Paesi non islamici, soprattutto dell’Unione europea e che lasciano tutto per andare a combattere nei teatri di guerra tra le fila delle milizie jihadiste con il rischio che, una volta tornati da dove sono partiti, possano riportare la guerra di religione. Oggi i combattenti stranieri giocano un ruolo non marginale nel conflitto siriano e, a quanto pare, partono soprattutto da Belgio, Francia, Regno Unito, e Germania. L’Europa, però, sembra essersi accorta troppo tardi di un fenomeno non nuovo. Dal 1980 a oggi si stima che tra i 10mila e i 30mila i “combattenti stranieri” abbiano preso parte ai conflitti del mondo musulmano, e la dimensione del fenomeno è cresciuta con la cosiddetta “Primavera araba”. L’Europa si interroga su come rispondere a questo fenomeno che la espone a rischi per la sicurezza interna. Ma essendo sicurezza e difesa prerogative degli Stati Membri, una vera e propria strategia comune ancora non c’è. Un rapporto del Parlamento europeo fa il punto della situazione analizzando la situazione partendo dalle singole risposte nazionali. Come hanno risposto e come stanno rispondendo i governi in Europa? Ecco il quadro del Parlamento europeo:

    Belgio: il regno ha una serie di norme penali che coprono una seria di reati legati ad attività terroristiche. Partecipazione a gruppi od organizzazioni terroristiche, incitamento ad atti terroristici, apologia del terrorismo, recrutamento di terrorismo e addestramento sono tutte pratiche punibili a livello penale. Ultimamente il Belgio ha esteso le conseguenze penali anche a chi riceve addestramenti per operazioni terroristiche. A seguito delle operazioni condotte a Verviers lo scorso 15 gennaio, il governo ha proposto una nuova legge antiterrorismo. Dodici le nuove misure proposte: si prevedono un aumento delle misure di ritiro della cittadinaza, il ritiro temporaneo della carte di identità, ritiro o mancata emissione del passaporto, la lotta al radicalismo religioso in carcere, il congelamento dei beni dei soggetti che finanziano attività terroristiche, possibilità di delegare all’esercito alcune missioni di sorveglianza. I poteri locali hanno il potere di annullare la residenza e, di conseguenza, l’accesso al sistema di welfare per tutti quelli che hanno fatto viaggi in Siria.

    Danimarca: prevista la possibilità di sequestro dei documenti di viaggio (carta di identità, passaporti, visti) per tutte le persone di nazionalità danesi e tutti i cittadini dell’Ue sospettati di partecipazione ad attività jihadista. Per gli extracomunitari previsto il ritiro della residenza, il divieto di lasciare il Paese per motivi di sicurezza o il divieto d’ingresso. Prevista la possibilità di confisca dei passaporti anche ai minori. Per i combattenti stranieri che intendono fare ritorno, il governo offre speciali programma di re-inserimento: vengono offerte cure medico-sanitarie e un lavoro, così da favorire l’integrazione. Le persone suddette restano però segnalate alle autorità e alle forze dell’ordine e tenute sotto controllo.

    Francia: prevista la possibilità di sequestro dei documenti di viaggio (carta di identità, passaporti, visti) per tutte le persone di nazionalità francese e cittadini dell’Ue sospettate di partecipazione ad attività jihadista. Per gli extracomunitari previsto il ritiro della residenza, il divieto di lasciare il Paese per motivi di sicurezza o il divieto d’ingresso. A gennaio di quest’anno il governo ha avviato una campagna di contro-informazione on-line creando una pagina ‘ad hoc’ per sensibilizzare sull’argomento e rispondere alla propaganda estremista. Il sito web (http://www.stop-djihadisme.gouv.fr) fa parte della nuova strategia di lotta al terrorismo. L’Eliseo ha anche annunciato il potenziamento della struttura anti-terrorismo con la creazione di 680 nuovi posti di lavoro nei prossimi tre anni e l’investimento di 425 milioni di euro nella sicurezza.

    Germania: prevista la possibilità di sequestro dei documenti di viaggio (carta di identità, passaporti, visti) per tutte le persone di nazionalità tedesca e tutti i cittadini dell’Ue sospettati di partecipazione ad attività jihadista. Per gli extracomunitari previsto il ritiro della residenza, il divieto di lasciare il Paese per motivi di sicurezza o il divieto d’ingresso. A livello federale come a livello di singolo land si operano campagne di sensibilizzazione, con le autorità impegnate in “colloqui di rischio” (Gefährde-ansprachen) con le persone ritenute potenziali/aspiranti combattenti e quanti manifestano l’intenzione di partire verso teatri di guerra. Dopo gli attacchi di Parigi, il governo federale ha approvato la proposta del ministero di giustizia che prevede la criminalizzazione dei voli verso Paesi musulmani in guerra o dove si presume siano ospitati campi di addestramento.

    Paesi Bassi: la legislazione prevede la possibilità di revocare la cittadinanza, ma solo per chi ha doppio passaporto. Le leggi del regno non consentono la negazione della cittadinanza olandese se questa comporta l’automatica determinazione dello status di apolide. Come nei casi danese, francese e tedesco, anche nei Paesi Bassi è prevista la possibilità di sequestro dei documenti di viaggio (carta di identità, passaporti, visti) per tutte le persone di nazionalità tedesca e tutti i cittadini dell’Ue sospettati di partecipazione ad attività jihadista. Per gli extracomunitari previsto il ritiro della residenza, il divieto di lasciare il Paese per motivi di sicurezza o il divieto d’ingresso. Stretta sulle famiglie: l’Agenzia per la protezione dei minori può sottrarre i figli alle cure dei genitori che intendono viaggiare verso zone di conflitto, affidandoli alla custodia dei servizi sociali o di sostegno all’infanzia. Prevista la possibilità di ritiro dei documenti di identità agli adolescenti intenzionali a combattere all’estero.

    Regno Unito: è il Paese che si spinge più in là di tutti. Prevista anche qui la possibilità di sequestro dei documenti di viaggio (carta di identità, passaporti, visti) per tutte le persone di nazionalità britannica e tutti i cittadini dell’Ue sospettati di partecipazione ad attività jihadista. Per gli extracomunitari previsto il ritiro della residenza, il divieto di lasciare il Paese per motivi di sicurezza o il divieto d’ingresso. Prevista la possibilità di revoca della nazionalità ai cittadini britannici naturalizzati per ragioni di “bene pubblico” o in caso di “serie minacce” alla sicurezza pubblica. La cittadinanza si revoca anche se ciò comporta casi di apolidia. In nome della sicurezza nazionale prevista la possibilità di arresti preventivi di persone sospette. Il governo britannico dispone inoltre di una piattaforma on-line, la Counter-Terrorism Internet Referral Unit (Ctiru), dove la cittadinanza può segnalare casi di sospette attività terroristiche.

    Italia: il nostro Paese non è oggetto dello studio del Parlamento, ma è quello che negli ultimi tempi ha cercato di dar vita a una dimensione più europea del problema. Sotto presidenza di turno del Consiglio Ue l’Italia ha proposto la creazione di un gruppo per la condivisione delle informazioni sul flusso di potenziali terroristi e combattenti stranieri. Sembra esserci l’interesse di una decina di Paesi (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Uniti, Spagna e Svezia). A livello più nazionale il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha proposto nuovi controlli e restrizioni “a chi pensa di andare in teatri di guerra stranieri” e “l’estensione di misure già esistenti contro mafiosi e soggetti particolari a potenziali combattenti stranieri non siriani ne’ iracheni ma europei o italiani che possono dare fenomeni di ‘reducismo’ ovvero che radicalizzati tornano nel paesi di origine, anche in Italia, a fare dei possibili attentati”. Sempre Alfano ha annunciato una norma per “la punibilità di colui che radicalizzato vuole andare a combattere anche se non è il reclutatore che potrebbe essere già punito in base al codice penale vigente”.

    A livello comunitario la strategia anti-terroristica di arginazione dei ‘foreign fighters’ si è posta solo su iniziativa degli Stati Uniti, con cui l’Ue ha siglato accordi di cooperazione. Il principale è quello sulla registrazione dei dati dei passeggeri aerei, noto come Pnr (dall’acronimo Passenger Name Record), siglato nel 2012 e sottoscritto successivamente anche con Canada e Australia. In precedenza, nel 2010, l’Ue ha sottoscritto con Washington gli accordi “Swift”sul trattamento e il trasferimento di dati di messaggistica finanziaria dall’Unione europea agli Stati Uniti ai fini del programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi. A giugno 2013 il consiglio Giustizia e affari interni ha sostenuto la necessità di sviluppare azioni comuni in sei aree: migliore comprensione del fenomeno dei foreign fighters, prevenzione del radicalismo, rilevamento dei viaggi sospetti, indagini e condanne, gestione delle persone che tornano, cooperazione con i Paesi terzi. A gennaio 2014 la Commissione Ue pubblica la comunicazione per la prevenzione della radicalizzazione, approvata dal Consiglio. Attualmente un dibattito sulla necessità di un Pnr europeo e un miglioramente del sistema Schengen è in corso.

    Tags: foreign fighterssiriaterrorismo

    Ti potrebbe piacere anche

    Le dichiarazioni alla stampa dei presidenti del Consiglio europeo, Antonio Costa, della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di Cipro, Nikos Christodoulidīs, del Libano, Joseph Aoun, della Siria, Ahmed Hussein al-Sharaa. Fonte: Consglio Europeo
    Politica Estera

    Von der Leyen ai leader Mediorientali: “Nei momenti di crisi i legami si rafforzano”

    24 Aprile 2026
    Mandatory Credit: photoo by Omar Haj Kadour IPA agency
    Politica Estera

    Normalizzare le relazioni con la Siria, la Commissione UE propone la ripresa dell’accordo di cooperazione

    20 Aprile 2026
    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]
    Politica Estera

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    17 Aprile 2026
    I vigili del fuoco lavorano tra le macerie di una sezione di un condominio di nove piani nel quartiere di Sviatoshynskyi, distrutto dall'attacco missilistico e con droni russi a Kiev, il 31 luglio 2025. Sei persone sono morte nella capitale, tra cui un bambino di sei anni e sua madre, e decine sono rimaste ferite. Fonte: Ipa Agency (Foto di Danylo Antoniuk/Ukrinform) (Foto di Ukrinform/Ukrinform/Sipa USA)
    Politica Estera

    L’UE dopo gli attacchi russi alle città ucraine: “Aumenteremo la pressione su Mosca”

    16 Aprile 2026
    Persone migranti sub-sahariane al campo profughi di Al Amra (foto: Fethi Belaid / AFP)
    Diritti

    Migranti, richieste d’asilo nell’UE in calo del 23 per cento a dicembre 2025

    17 Marzo 2026
    Difesa e Sicurezza

    Sicurezza aerea, Bruxelles e Berna firmano l’accordo sulla condivisione dei dati dei passeggeri

    5 Marzo 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Un edificio distrutto da un attacco russo nella regione di Kharkiv (Fonte: Wikicommons)

    L’UE accelera sui risarcimenti all’Ucraina: via libera del Parlamento alla Commissione internazionale

    di Giorgio Dell'Omodarme
    30 Aprile 2026

    Il nuovo organismo opererà nel quadro del Consiglio d'Europa e punta a risarcire cittadini, imprese e istituzioni colpite dagli attacchi...

    Case, Commissione europea, crisi abitativa, sindaci UE, Ribera

    La Commissione UE stringe la mano alle città europee: “Rispondere alla crisi abitativa è nostra priorità”

    di Annachiara Magenta annacmag
    30 Aprile 2026

    Il piano della Commissione europea per affrontare l'emergenza housing era stato presentato a dicembre 2025 da Dan Jørgensen, commissario UE...

    Andrius Kubilius

    INTERVISTA/ Kubilius: “La NATO vive un problema di fiducia politica reciproca”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    30 Aprile 2026

    Il commissario per la Difesa a Eunews: "Non ci sono alternative alla difesa europea, le guerre stanno intaccando gli arsenali...

    Milano - Aumento dei costi delle bollette della luce elettrica [foto: IPA agency]

    Eurozona, il caro-energia spinge ancora l’inflazione: +0,4 ad aprile, arriva al 3 per cento

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    30 Aprile 2026

    I dati preliminari Eurostat conferma una volta di più l'impatto negativo dell'aumento dei prezzi dell'energia sul costo generale della vita....

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione