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    Home » Politica » Renzi: grazie a impegno Italia e Francia parola ‘crescita’ è entrata nel vocabolario Ue

    Renzi: grazie a impegno Italia e Francia parola ‘crescita’ è entrata nel vocabolario Ue

    Roma e Parigi lanciano un piano di investimenti comune per rilanciare l’economia, anche attraverso l’attrazione di capitali stranieri e il fondo di garanzia del Piano Junker. Grecia, Ucraina e Libia gli altri temi discussi nel vertice di Parigi

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    24 Febbraio 2015
    in Politica

    “Grazie all’impegno dell’Italia e della Francia, oggi la parola ‘crescita’ è entrata nel vocabolario dell’Ue”. Lo rivendica il premier Matteo Renzi, in conferenza stampa con il capo dell’Eliseo Francois Hollande, a margine del vertice italo-francese che si è da poco concluso a Parigi. Per Renzi, “lo spazio economico in cui ci muoviamo oggi è profondamente interessante”, e anche Hollande è dello stesso parere, indicando che “ci sono segnali di ripresa” dell’economia, seppure “ancora deboli”. E’ il motivo per il quale, prosegue il presidente francese, “dobbiamo lavorare insieme per rafforzare il percorso” di questa crescita.

    In questo senso, Roma e Parigi lanciano “un programma di investimenti comuni” per far ripartire l’economia, annuncia Hollande, aggiungendo che l’impegno comune riguarda anche gli sforzi “per attrarre capitali stranieri”, dal momento che puntare solo sulle finanze pubbliche sarebbe insufficiente. In questa direzione anche la cooperazione annunciata per la realizzazione “di un Fondo di garanzia per gli investimenti privati”, che si colloca nell’ambito della partecipazione dei due paesi al Piano Juncker.

    Un esempio concreto della partnership italo-francese è l’alta velocità sulla tratta ferroviaria Torino-Lione. Un progetto per il quale “abbiamo dovuto aspettare 14 anni” perché divenisse operativo, ricorda Hollande, ma adesso “non ci sono più ostacoli” – salvo le resistenze dei gruppi No-Tav, che però non sembrano preoccupare i leader dei due Paesi – e l’inizio dei lavori sarà “effettivo dal 2016”. L’opera richiede “un investimento di 3 miliardi di euro”, prosegue l’inquilino dell’Eliseo. “Ci aspettiamo dall’Unione europea il 40% dei finanziamenti”, aggiunge. Accordi di collaborazione tra i due Paesi sono stati siglati anche in campo aerospaziale – tra l’Agenzia spaziale italiana  e il francese Centro nazionale di studi spaziali – e in materia di smaltimento di scorie nucleari, tra l’Enea e l’omologo ente francese per l’energia atomica.

    La politica estera è stato l’altro capitolo al centro dell’incontro. Sulla questione del prolungamento degli aiuti alla Grecia è stato Hollade a pronunciarsi in conferenza stampa, sottolineando che con il parere positivo al programma di riforme presentato ieri sera da Atene “si è raggiunto un buon compromesso, che ha consentito di rispettare la volontà del popolo greco, ma anche le regole comuni” e “gli impegni presi” con le istituzioni europee.

    Sull’Ucraina, Renzi esprime il “supporto dell’Italia al lavoro del formato Normandia”, l’iniziativa di mediazione tra Russia e Ucraina condotta dalla Francia e dalla Germania, che ha portato al cessate il fuoco dopo l’accordo di Minsk II. Una intesa che “va applicata in ogni suo punto senza ritardi né deroghe”, concordano i due leader in conferenza stampa.

    Sul capitolo Libia è invece Hollande a esprimere “sostegno agli sforzi dell’Italia per trovare una soluzione al livello più alto, quello delle Nazioni unite”. Il presidente conviene che “il primo punto è trovare un accordo tra le fazioni libiche” per un governo di unità nazionale. Renzi aggiunge che l’ipotesi di “un intervento di peace keeping non è all’ordine del giorno”, perché “non ce ne sono le condizioni”. In Libia, “non c’è una pace da mantenere”, aggiunge il premier, precisando che “la pace in Libia la possono fare solo i libici, non la possiamo fare noi per loro”. In attesa che si arrivi a un accordo tra il governo laico di Tobruk e quello islamista di Tripoli, resta però viva la preoccupazione per l’emergenza migratoria. A tal proposito, è Hollande a chiedere “il rafforzamento della missione Triton, che consiste in un’azione efficace contro i traffici di esseri umani, spesso operati da gruppi terroristi”.

    Tags: greciahollandeinvestimentilibyaPiano Junckerrenzitritonukraine

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