Roma – Le evoluzioni della crisi greca sono ancora incerte, tanto che il presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervenendo all’Univerità Humboldt di Berlino, non sa dire “se avremo un happy ending o se ci saranno dei sequel, come in ‘Ritorno al fututo’”, o ancora se si trasformerà “in una telenovela”. Quel che è certo, secondo il premier, è che il referendum indetto dal suo collega greco Alexis Tsipras “è una scelta politica azzardata”. Secondo Renzi, infatti, “non è detto che, nel caso vincesse la sua posizione, le misure per i cittadini greci sarebbero più facili e fiscalmente meno pesanti”.
L’altra certezza dell’inquilino di Palazzo Chigi riguarda “l’errore” commesso dai leader europei che si sono lanciati nella campagna referendaria ellenica. “L’idea che qualcuno, da Bruxelles o da altre capitali, provi a mettere il naso” sul voto di domenica, sostiene, “è il più grande regalo che si possa fare ai dirigenti di Syriza”. Evita dunque di esprimere un endorsement diretto, ma si augura che “il popolo greco abbia chiaro il contenuto del referendum – se al voto si arriverà”, è l’inciso del premier – che non riguarda “la simpatia di due leader” ma la scelta “sul tornare alla Dracma o restare nell’Euro”. In ogni caso, per scongiurare il “dramma ed evitare la Dracma”, aggiunge, “siamo impegnati minuto per minuto”.
Un lavoro che ha nell’adozione di un ampio programma di riforme da parte di Atene “la via maestra”. Perché “le regole si rispettano dappertutto” e dunque anche nel Paese ellenico, ammonisce Renzi. E per essere più chiaro aggiunge che in Italia “non abbiamo tagliato le baby pensioni per lasciarle in Grecia, o aumentato le tasse per non farle pagare agli armatori greci”. Il messaggio è chiaro e in linea con la posizione del cancelliere tedesco Angela Merkel, che il premier incontrerà nel pomeriggio: Tsipras non può attendersi sconti particolari.

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