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    Home » Politica Estera » Ucraina, la tregua non tiene, osservatori Osce vittime di violenze “senza precedenti”. Nato “seriamente” preoccupata

    Ucraina, la tregua non tiene, osservatori Osce vittime di violenze “senza precedenti”. Nato “seriamente” preoccupata

    La denuncia arriva dal capo della missione speciale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Lunedì il presidente ucraino Poroscenko sarà a Berlino per incontrare Merkel e Hollande

    Matteo Miglietta</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@matmiglietta" target="_blank">@matmiglietta</a> di Matteo Miglietta @matmiglietta
    19 Agosto 2015
    in Politica Estera
    Ucraina

    Combattenti ucraini filo-russi

    Bruxelles – Non accenna a placarsi l’ondata di violenza che è tornata a sconvolgere l’est dell’Ucraina. Nonostante il cessate il fuoco sancito dagli accordi di Minsk 2, gli scontri fra esercito regolare e filorussi sono in continuo aumento e a farne le spese sono anche gli osservatori internazionali inviati sul campo. Negli ultimi giorni i membri dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) hanno subito molestie “senza precedenti”, ha denunciato il capo della missione speciale di monitoraggio (SMM) in Ucraina, Ertugrul Apakan. La sicurezza della missione “è stata messa a rischio a livelli senza precedenti – ha spiegato Apakan – le nostre pattuglie sono state sottoposte al fuoco, anche di armi pesanti. Gli osservatori sono stati infastiditi, sono state puntate armi contro di loro e gli incidenti sono avvenuti da entrambe le parti della linea di contatto, ma in particolare sul lato dei ribelli filorussi”.

    L’episodio più grave si è verificato l’8 agosto, quando quattro veicoli blindati dell’Osce sono stati incendiati a Donetsk. È stato “un probabile attacco diretto contro la missione, per sabotare le sue attività”, ha denunciato il diplomatico turco durante la conferenza stampa nel quartier generale di Vienna. “Tutte le parti devono raddoppiare i loro sforzi per trovare una soluzione politica alla crisi – ha continuato Apakan – i nostri osservatori hanno bisogno di un ambiente sicuro, di libertà di movimento e di cooperazione per poter svolgere il proprio lavoro”.

    La fragile tregua firmata a febbraio sembra ormai non tenere più e la diplomazia europea sta cercando di correre ai ripari prima che la situazione degeneri ulteriormente. Ieri mattina il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, e il presidente ucraino, Petro Poroscenko, si sono sentiti al telefono e hanno deciso d’incontrarsi a Bruxelles entro la fine del mese. Lunedì, invece, Poroscenko sarà a Berlino per un vertice con la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese François Hollande. Ad annunciarlo è stato in mattinata il portavoce del governo tedesco Christiane Wirtz, specificando che l’incontro comincerà alle 17 con un bilaterale fra i capi di Stato francese e tedesco, ai quali si aggiungerà alle 18 il presidente ucraino. Poroshenko presenterà proposte “volte a prevenire uno scenario negativo” hanno fatto sapere da Kiev, specificando che nel summit si discuterà anche dell’attuazione delle riforme nel Paese, di sicurezza energetica e dell’accordo di libera associazione tra l’Ucraina e l’Ue, che deve entrare in vigore in gennaio.

    Anche la Nato segue con attenzione la situazione, e in una discussione tra gli alleati avvenuta oggi è stata espressa la “seria preoccupazione” per gli avvenimenti. L’Alleanza invita ambo le parti a una de-escalation della situazione di tensione, invitando al rispetto degli Accordi di Minsk, e spinge per una soluzione diplomatica. “La Russia – aggiunge una nota diffusa oggi – ha una particolare responsabilità nel trovare una soluzione politica. Ogni tentativo da parte dei separatisti sostenuti dalla Russia di impossessarsi di una nuova porzione di territorio ucraino sarebbe inaccettabile per la comunità internazionale”.

    La Nato rivolge poi un appello perché “gli osservatori dell’Osce possano svolgere il loro lavoro in maniera sicura e senza restrizioni”.

    Tags: Angela Merkelcommissione ueFrancois HollandeJean-Claude JunckerPetro Poroscenkorussiaukraine

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