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    Home » Politica » Bilancio Ue, Fitto in Parlamento: “La coesione non è morta, abbiate fede”

    Bilancio Ue, Fitto in Parlamento: “La coesione non è morta, abbiate fede”

    Il commissario per la Coesione prova a difendere l'impianto dell'Mff 2028-2034, ma deve fare i conti con critiche che arrivano da tutti i gruppi, a cominciare dal Ppe

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Luglio 2025
    in Politica
    Il vicepresidente esecutivo della Commsisione europea, Raffaele Fitto, in commissione Sviluppo delle regioni del Parlamento europeo [Bruxelles, 17 luglio 2025]

    Il vicepresidente esecutivo della Commsisione europea, Raffaele Fitto, in commissione Sviluppo delle regioni del Parlamento europeo [Bruxelles, 17 luglio 2025]

    Bruxelles – Dubbi, critiche, attacchi e persino sarcasmo: il giorno dopo la presentazione della proposta di bilancio pluriennale (Mff 2028-2034) la commissione Sviluppo delle regioni del Parlamento europeo accoglie il commissario per la Coesione, Raffaele Fitto, in modo tutt’altro che disteso. Viene presa di mira l’idea di “centralizzazione” della politica di coesione, che non piace a popolari (Ppe), socialisti (S&D), liberali (Re), Verdi, e neppure ai conservatori (Ecr) e sovranisti (PfE).

    “Mr Fitto, apprezzo il coraggio per essere qui oggi, ma venire qui oggi è come recarsi negli Stati Uniti dopo Pearl Harbor“, il benvenuto che arriva da Andrey Novakov, del Ppe, che di fatto bolla come disastro la proposta messa sul tavolo. “Non potremo accettare questa impostazione”, avverte Jacek Protas, anch’egli popolare. Dai banche dei Verdi, lo sloveno Vladimir Prebilic, attacca ancora più forte: “Nel mio Paese abbiamo l’usanza, quando una persona muore, di riunire i familiari del morto, mangiare insieme e discutere su come ha vissuto la persona venuta a mancare. Qui è la stessa cosa: abbiamo davanti a noi la morte delle coesione”. Interventi che inducono Fitto a rispondere a tono: “Se uno ha una fede, come io ho, e crede nella resurrezione, non è un defunto“.

    L’audizione del vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, in commissione Sviluppo delle regioni del Parlamento europeo [Bruxelles, 17 luglio 2025]
    Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea prova a rispondere, spiegando che la visione del Parlamento è sbagliata. Nel fondo unico da 865 miliardi di euro, sottolinea offrendo cifre, la Politica agricola comune (Pac) vale 381 miliardi di euro (294 miliardi di euro per i pagamenti diretti e 87 miliardi di sviluppo rurale), 34 miliardi di euro vanno alla migrazione, e 450 miliardi di euro per la coesione. Di questi 450 miliardi, 218 miliardi vanno alle regioni meno sviluppate. In sintesi, “il defunto non è un defunto”, sostiene Fitto.

    Però non piace l’impianto della nuova politica di coesione. Il piano di partenariato Stato-Regioni “centralizza”, e questo non piace né ai socialisti né ai liberali. “Vogliamo difendere una coesione decentrata, che qui non vediamo”, tuona Sergio Gonçalves (S&D), a cui fa eco la collega di gruppo Nora Mebarek: “C’era stata la promessa di non ri-nazionalizzare la coesione e adesso abbiamo questa proposta. Il collega Novakov sostiene che lei è un coraggioso, io dico che è un temerario a venire qui“. E rincara la dose: “Smantellare la coesione equivale a smantellare l’Unione europea“. Per i liberali Sandro Gozi prova a smorzare i toni, seppure di poco: “Se non siamo di fronte dal funerale della coesione siamo certamente di fronte a una situazione preoccupante. Vediamo una pericolosa nazionalizzazione della coesione“. Mentre Lurica Karvasova parla di tradimento: “Von der Leyen si era impegnata a lasciare le regioni al centro del suo mandato…”

    Germania, Paesi Bassi e Ungheria: l’attacco al Qfp di von der Leyen arriva da tanti fronti

    A nome dei conservatori (Ecr) il primo a intervenire è Denis Nesci (FdI), ed è l’unico che evita toni duri nei confronti di Fitto, a cui però non può non nascondere che “non condividiamo il metodo” con cui è stato presentata la proposta di bilancio e “le poche informazioni” sul dossier, che comunque Fitto non porta in commissione. Perentorio, a nome dei membri polacchi di Ecr, Krzysztof Hetman: “Non pensavo che la coesione avrebbe finanziato il secondo pilastro della Pac. La visione di von der Leyen è pessima“.

    Le critiche non si esauriscono qui. Rody Tolassy esprime le riserve dei Patrioti per l’Europa: soldi in cambio di riforme per la coesione “è un ricatto politico, è Bruxelles che vuole più condizionalità”. Mentre dalle fila de laSinistra, Pasquale Tridico, invita tutti a mettesi al lavoro: “Credo che questo Parlamento europeo possa aiutare a rivedere tutto questo”. Fitto ascolta, e prova a controbattere: “Non sono né temerario né coraggioso, sono qui a fare il mio dovere”, replica nel tentativo di scrollarsi di dosso gli interventi poco amichevoli. Poi, ricollegandosi al paragone funebre che contraddistingue il dibattito, aggiunge: “Non dobbiamo parlare di morte, parliamo di vita. Al massimo prima facciamo una diagnosi“. Non certo la rassicurazione che chiedevano gli europarlamentari.

    Tags: bilanciocoesionemff 2028-2034Raffaele Fittorisorseue

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