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    Home » Politica Estera » Ucraina, dall’UE 90 miliardi di aiuti attraverso i mercati. Si continua a lavorare sugli asseti russi

    Ucraina, dall’UE 90 miliardi di aiuti attraverso i mercati. Si continua a lavorare sugli asseti russi

    I leader danno mandato a Parlamento e Consiglio di lavorare agli aspetti giuridici per l'utilizzo dei beni di Mosca fermi su suolo europeo, e trovano la strada della cooperazione rafforzata per il 2026 e 2027. Meloni: "Soddisfatta, ha prevalso il buonsenso"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    19 Dicembre 2025
    in Politica Estera
    Il premier belga, Bart De Wever (sinistra) e il presidente del Consiglio europeo [Bruxelles, 19 dicembre 2025]

    Il premier belga, Bart De Wever (sinistra) e il presidente del Consiglio europeo [Bruxelles, 19 dicembre 2025]

    Bruxelles – “Abbiamo un accordo“. L’annuncio del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, arriva alle 2:57, al termine di un vertice fiume durato 16 ore. Alla fine i capi di Stato e di governo dei Paesi UE trovano la soluzione per garantire gli aiuti finanziari necessari al sostegno dell’Ucraina: l’idea di utilizzare gli asset russi congelati su suolo europeo rimane sul tavolo, ma viene rinviata a lavorio tecnico-giuridico ulteriore, e in attesa di trovare la quadra si offriranno a Kiev : 90 miliardi di euro “basati sui prestiti dell’Ue sui mercati dei capitali, garantiti dal margine di bilancio dell’Unione europea”, recitano le conclusioni di fine vertice.

    Si va avanti con debito comune, dunque, e si evitano veti attraverso la cooperazione rafforzata, il meccanismo che permette all’Unione europea di procedere attraverso un nucleo di Paesi. Così facendo, viene precisato, qualsiasi mobilitazione di risorse del bilancio dell’UE non avrà alcun impatto sugli obblighi finanziari di Repubblica Ceca, Ungheria o Slovacchia.

    La soluzione trovata a Bruxelles consente di salvare la faccia e andare avanti. Nei fatti i leader si danno tempo. Parlamento e Consiglio potranno lavorare con meno pressioni per rendere possibile l’utilizzo degli asset russi, si viene incontro alle preoccupazioni del Belgio, detentore della maggior parte di questi asset attraverso Euroclear, e si offre al presidente ucraino Volodymyr Zelensky quel sostegno chiesto.

    Non solo asset russi immobilizzati, i leader chiedono “opzioni di sostegno” all’Ucraina

    Non finisce qui. I leader sono d’accordo a tenere alta la pressione, e nell’adottare nuove sanzioni sulle navi ombra di Mosca, annuncia l’intenzione di procedere a un nuovo, ulteriore, pacchetto di misure restrittive per “inizio 2026”. Costa esulta: “Ci siamo impegnati e abbiamo mantenuto i nostri impegni”, afferma nel corso della conferenza stampa tenuta in quel momento del giorno che separa la tarda notte dal primo mattino. “Il messaggio che oggi inviamo alla Russia è chiarissimo: non avete raggiunto i vostri obiettivi in ​​Ucraina, l‘Europa è al fianco dell’Ucraina oggi, domani e finché sarà necessario, e la Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serietà e accettare che non vincerà questa guerra“.

    Soddisfatto anche il cancelliere tedesco, Friedrick Merz: “All’Ucraina viene concesso un prestito a tasso zero di 90 miliardi di euro. Questi fondi sono sufficienti a coprire le esigenze militari e di bilancio dell’Ucraina per i prossimi due anni”. Anche per Merz “questo è un messaggio decisivo per la fine della guerra, perché Putin farà concessioni solo quando si renderà conto che la sua guerra non darà frutti”. Quindi il leader tedesco minaccia Mosca: “I beni russi congelati rimarranno bloccati finché la Russia non avrà pagato le riparazioni all’Ucraina, e se la Russia non paga le riparazioni, utilizzeremo – nel pieno rispetto del diritto internazionale – i beni russi immobilizzati per rimborsare il prestito”. 

    Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si dice “soddisfatta” per l’esito del vertice. “Era importante sostenere l’Ucraina, ma farlo in un modo sostenibile sul piano giuridico e sul piano finanziario, e sono contenta che abbia prevalso il buonsenso“. Il tema degli asset resta e, sottolinea Meloni, “la decisione più importante l’abbiamo presa nei giorni scorsi, decidendo che restano immobilizzati, che non vengono restituiti”. Sulla possibilità di utilizzarli “il lavoro deve ancora andare avanti”, e i leader dunque torneranno sull’argomento.

    Bisognerà lavorare anche su altri fronti, come il bilancio pluriennale dell’UE. Il sostegno finanziario all’Ucraina è possibile “sulla base di un accordo unanime per modificare il quadro finanziario pluriennale“, sottolinea la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Che anticipa e assicura: “l finanziamento dell’Ucraina oltre il 2027 sarà parte della prossima discussione sul bilancio comune”.

    Tags: antonio costaconsiglio europeoFriedrich Merzgiorgia meloniguerra russia in ucrainaucrainauevertice dei leader

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