Bruxelles – Il ritorno al potere di Donald Trump ha cambiato il mondo. Constatazione evidente per tutti, che ha costretto tutti i governanti, gli economisti, gli imprenditori, gli studiosi, i diplomatici a fare i conti con una nuova realtà, alla quale, colpevolmente, neanche l’Unione europea si era preparata nei mesi precedenti le elezioni statunitensi del novembre 2024.
Eppure che Trump potesse (ri)vincere era una possibilità concreta. E molti osservatori scrivevano che per questo secondo giro alla Casa Bianca il Tycoon sarebbe arrivato più preparato e più cattivo che mai, con programmi e uomini testati e non con le improvvisazioni cui si lasciò andare nel primo mandato.
Sia come sia, in quel periodo durante la presidenza di Joe Biden Commissione europea e Consiglio europeo chiesero a due ex premier italiani, Mario Draghi ed Enrico Letta di preparare due corposi rapporti su come rilanciare la Competitività e il Mercato Interno dell’Unione. I due studi ebbero un grosso impatto mediatico, anche il mondo della politica li accolse con manifestazioni di interesse e grande stima. Che poi, di fatto, siano rimasti quasi lettera morta è altra cosa.
Ora però Commissione e Consiglio si danno una spiegazione del perché quei Rapporti sono rimasti nei loro cassetti: erano nati già vecchi, con l’arrivo di Trump il mondo è radicalmente cambiato, e dunque anche gli studi su come rilanciare l’Unione devono essere aggiornati sulla base della novità.
Dunque al prossimo ritiro dei Leader dell’Unione, in programma il 12 febbraio in Belgio, al castello di Alden Biesen, ad un’ora di macchina da Bruxelles, saranno invitati anche Letta e Draghi, proprio per discutere di come studiare un aggiornamento. Da dove partire, quali elementi considerare, per un “Rapporto due: il ritorno di Trump” che possa permettere all’Unione di avere spunti per ripartire davvero.
O per mettere ordinatamente, anche i nuovi rapporti in un cassetto, sopra ai vecchi.



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