Bruxelles – La Commissione europea ha annunciato il lancio di NanoIC, centro europeo di progettazione per chip avanzati, presso il Centro Interuniversitario di Microelettronica di Leuven, in Belgio. Con un investimento pari a 2.5 miliardi di euro, di cui 700 milioni da parte dell’UE, altrettanti da governi nazionali e regionali, e 1.1 miliardi dall’azienda olandese ASML e altri partner industriali, NanoIC ha l’obiettivo finale di creare “enormi opportunità per accelerare l’innovazione nei mercati strategici europei quali quello automobilistico, sanitario e delle scienze della vita, dell’automazione industriale, delle infrastrutture di rete e dell’informatica quantistica”.
Ad inaugurare la struttura a pochi km di distanza da Bruxelles erano la vicepresidente dell’esecutivo e commissaria alla Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, Henna Virkkunen, il primo ministro belga Bart De Wever e il Ministro-Presidente delle Fiandre Matthias Diependaele. Il centro NanoIC “accelererà lo sviluppo della tecnologia dei semiconduttori di prossima generazione, essenziale per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, dei veicoli autonomi, dell’assistenza sanitaria e della tecnologia mobile 6G”, si legge nel comunicato della Commissione europea.
A quasi due anni e mezzo dall’entrata in vigore dello European Chips Act, che punta a mobilitare 43 miliardi di euro in investimenti pubblici e privati entro la fine del decennio, la Commissione prova a cambiare marcia. L‘investimento nel centro di progettazione NanoIC risponde all’urgenza sollecitata lo scorso 25 settembre dalla Coalizione sui semiconduttori, che riunisce esperti di tutti i Paesi membri: in una dichiarazione congiunta, i 27 hanno chiesto di alzare l’asticella e rivedere i target della legislazione europea in un ‘Chips Act 2.0’, con l’obiettivo di “rafforzare la posizione dell’Europa nella catena del valore globale dei semiconduttori“. Una catena ancora dominata dalla Cina, leader mondiale nella produzione, e da Taiwan, di fatto il principale fornitore di gran parte delle imprese occidentali.
Nello specifico, l’avvio di NanoIC rientra nell’iniziativa “Chips for Europe”, sempre sotto l’ombrello della più ampia strategia europea per i chip, la quale comprende una serie di linee pilota finalizzate allo sviluppo di processi, alla sperimentazione e alla produzione su piccola scala. Queste “fungeranno da piattaforma per la ricerca e lo sviluppo europei in una prospettiva industriale, colmando il divario tra laboratorio e fabbrica“, si legge in un comunicato della Commissione europea.
Il centro sarà la prima struttura europea a implementare la più avanzata macchina per la litografia ultravioletta estrema, concentrandosi sulla progettazione e produzione di chip che utilizzano tecnologie superiori ai due nanometri, e consentirà a ricercatori e aziende di testare nuovi design di chip, attrezzature e processi su scala quasi industriale prima della produzione di massa. Il progetto si basa sul principio “open access” (accesso aperto), con startup, ricercatori, piccole e medie imprese e grandi organizzazioni in grado di utilizzare le strutture di NanoIC.


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