Bruxelles – Revocare l’immunità a Carlos Puigdemont e agli altri indipendentisti catalani è stato un errore, macchiato da assenza di imparzialità. Per questo motivo il provvedimento non può avere fondamento, e la Corte di giustizia dell’UE, con sentenza, annulla le decisioni del Tribunale dell’Unione europea e del Parlamento europeo. I giudici di Lussemburgo scrivono una nuova pagina nella storia senza fine del movimento di indipendenza catalana.
L’1 ottobre 2017 il partito indipendentista catalano, che allora ne aveva la presidenza, ha tenuto un referendum sull’indipendenza della Regione autonoma spagnola. Considerato incostituzionale, il pubblico ministero spagnolo, l’avvocato dello Stato spagnolo e il partito politico VOX hanno avviato un procedimento penale a carico di varie persone, tra cui Carles Puigdemont (all’epoca presidente della Generalitat de Catalunya), Antoni Comín y Oliveres e Clara Ponsatí i Obiols (all’epoca membri del governo della Comunità Autonoma di Catalogna). I tre sono stati poi eletti al Parlamento europeo alle elezioni del 2019, con la Corte suprema spagnola che ha chiesto all’Europarlamento di revocare la loro immunità. Alla fine la revoca per tutti e tre è stata votata a marzo 2021, ma con un vizio tutto politico.
Relatore del provvedimento sulla revoca dell’immunità fu Angel Dzhambazki, europarlamentare bulgaro dei conservatori europei (ECR), lo stesso gruppo di cui fa parte il partito spagnolo VOX, promotore delle azioni legali contro i tre catalani. “Per ragioni di coerenza il Parlamento deve escludere un relatore membro di un gruppo politico al quale appartengano deputati del partito politico all’origine del procedimento penale a carico del deputato la cui immunità è in discussione”, sostengono i giudici di Lussemburgo. Secondo la Corte “siffatto relatore potrebbe essere percepito come non imparziale e la sua nomina sarebbe contraria al diritto a un buon andamento dell’amministrazione“. E’ per questo che la decisione va annullata.
L’assenza di imparzialità è stata omessa anche dal Tribunale dell’UE, il quale, sostiene la Corte, “ha commesso un errore dichiarando ininfluente” l’appartenenza del relatore nominato al gruppo ECR, lo stesso a cui appartengono i membri del partito politico VOX. Inoltre, il Tribunale ha omesso di tenere conto di un elemento “particolarmente rilevante relativamente al requisito di imparzialità”: il 6 marzo 2019, Dzhambazki, poi futuro relatore del testo, ha organizzato un evento consistente in un intervento del segretario generale del partito politico VOX sul tema ‘La Catalogna è Spagna’. L’evento in questione, viene ricordato, si è svolto all’interno del Parlamento.











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