Bruxelles – “Qui si tratta di tutelare le nostre imprese“, italiane ed europee. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, invita tutti alla calma. Il ‘caos dazi’ seguito al pronunciamento della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha bocciato le tariffe all’import voluto dal presidente USA, e le nuove dichiarazioni dello stesso Donald Trump su nuovi dazi, vanno gestite a sangue freddo, spiega a margine dei lavori del consiglio Affari esteri. “Bisogna lavorare con serietà, determinazione, prudenza e intelligenza per tutelare le imprese”, dice riassumendo quella che è la linea del governo Meloni.
“Una guerra commerciale non giova a nessuno”, sostiene il titolare della Farnesina. L’Italia dunque sostiene l’operato della Commissione europea, che si tiene pronta al peggio, certo, ma che considera preferibile la via della soluzione negoziata e consensuale invece di strappi, e che per questo obiettivo opera. Da parte italiana, sottolinea Tajani, “c’è fiducia nel lavoro svolto dal commissario [per il Commercio, Maros] Sefcovic, che ha raggiunto un ottimo risultato con l’accordo del 15 per cento” raggiunto a fine lugio e perfezionato con la dichiarazione congiunta UE-USA di agosto .
Il motivo per cui l’Italia predilige la cautela è quello che c’è in gioco per l’economia nazionale e il ‘made in Italy’: “L’export rappresenta quasi il 40 per cento del nostro Prodotto interno lordo”, con gli Stati Uniti che sono “il mercato più importante per le nostre esportazioni”, ricorda ancora Tajani. Comprensibili, dunque, riserve e timori tricolori, e l’invito alla cautela. La linea del governo è quella di lasciar lavorare l’esecutivo comunitario e il commissario per il Commercio. “Ci sentiamo ben rappresentanti da Sefcovic“, conferma e ribadisce il capo della diplomazia italiana.
Intanto a Roma si attiva la cabina di regia di governo. Tajani annuncia la convocazione della task-force dazi per “dare tutte le informazioni” e gli aggiornamenti al mondo delle imprese. In questo momento “vogliamo rassicurare tutte le imprese italiane che esportano”, soprattutto verso gli Stati Uniti. Il messaggio che si intende dare al mondo produttivo nazionale, anticipa Tajani, è che “l’Italia lavora assieme all’Europa per far sì che si mantengano gli impegni” assunti con l’intesa raggiunta la scorsa estate. L’Italia, dunque, proprio come la Commissione UE, chiede agli Stati Uniti di rispettare l’accordo per il regime tariffario al 15 per cento, ma evitando “fughe in avanti che non servono”.
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