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    Home » Economia » Anche Lagarde ‘scarica’ Trump: “Serve un piano B, o anche di più. La fiducia è stata erosa”

    Anche Lagarde ‘scarica’ Trump: “Serve un piano B, o anche di più. La fiducia è stata erosa”

    La presidente della BCE a Davos difende l'operato della Commissione europea e invita a cercare alternative alle relazioni con Washington. "Fiducia nel popolo americano. Non è una rottura, alla fine i valori prevarranno"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    23 Gennaio 2026
    in Economia
    La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, a Davos [23 gennaio 2026]

    La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, a Davos [23 gennaio 2026]

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    Bruxelles – “Siamo arrivati a un punto in cui dobbiamo guardare a un piano B, o a più piani B“. Poco da dire, poco altro da dover aggiungere. L’intervento della presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, Forum economico mondiale di Davos, potrebbe anche esaurirsi qui. La sintesi che traccia del momento storico del resto non necessita troppe spiegazioni: il mondo è cambiato. Non in maniera irreversibile, ma servono comunque alternative in attesa di capire si sarà possibile ritornare al vecchio ordine globale.

    Lagarde guarda al contesto internazionale, che vede profondamente diverso. Ragiona soprattutto su come Donald Trump sta interpretando il ruolo di presidente degli Statti Uniti, e non può non invitare a trarre le conclusioni del caso. Lei, le sue, le offre alla platea del World Economic Forum: “Non sono convinta che si debba parlare di una rottura” con il passato, con gli alleati di sempre, con le relazioni intessute finora, con il modo di fare politica. Servono però alternative, perché come Unione europea “dal punto di vista economico e del business, siamo interdipendenti“, e questo rischia di essere una debolezza.

    La presidente della BCE nei fatti promuove l’operato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha capito la situazione e che ha visto nell’accordo commerciale con i Paesi Mercosur e con il Messico lo strumento per spezzare queste interdipendenze e creare quei piani B di cui c’è bisogno. Lagarde condivide anche l’impostazione di marginalizzare Trump agli occhi dell’opinione pubblica americana, come peraltro già fatto dalla stessa von der Leyen, nella sua distinzione tra società e classe politica, e dal presidente francese Emmanuel Macron, quando ha detto di non fidarsi dell’inquilino della Casa Bianca. Tuttavia anche la numero uno dell’Eurotower tiene a precisare di nutrire “una grande fiducia e un grande affetto per il popolo americano“. Col popolo, non con il suo presidente. “Alla fine i valori profondamente radicati prevarranno. Questa è la mia speranza e la mia convinzione più forte”.

    Però bisogna andare avanti, guardando altrove e cambiando atteggiamento nei confronti dei partner di sempre. “Penso che la fiducia sia stata erosa un po’, forse molto“, e questo non può essere ignorato. “Ma il nostro dovere, nello spirito del dialogo, è sicuramente ricostruire ciò che potrebbe essere stato compromesso”.

    Tags: Banca Centrale europeabceChristine Lagardecrescitadavosdonald trumpeurozonaUe-Stati UnitiWorld Economic forum

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