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    Home » Economia » Lotta alla povertà, sicurezza e sfide climatiche: I 100 giorni di Boland al CESE e il suo programma 2026

    Lotta alla povertà, sicurezza e sfide climatiche: I 100 giorni di Boland al CESE e il suo programma 2026

    Il presidente che guiderà fino al 2028 l'organismo dell'UE che rappresenta la società civile punta a lavorare su temi quali la crisi abitativa e la povertà energetica

    Caterina Mazzantini di Caterina Mazzantini
    23 Febbraio 2026
    in Economia
    Il presidente del CESE, Séamus Boland

    Séamus Boland (Foto: Cese)

    Bruxelles – Opportunità, sicurezza e resilienza: sono le tre direttrici su cui si è concentrato il lavoro dell’irlandese Séamus Boland, nei suoi primi cento giorni (caduti il 10 febbraio scorso) nel ruolo di presidente del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE).  Già membro dal 2011 e presidente del gruppo delle organizzazioni della società civile del Comitato dal 2020 fino ad oggi, Boland è stato eletto ad ottobre 2025 e guiderà l’organismo dell’UE che rappresenta la società civile per un mandato di due anni e mezzo, fino al 2028. Lotta alla povertà, difesa della democrazia e adattamento alle sfide poste dal cambiamento climatico sono tra le sue priorità di agenda. “Stiamo vivendo un periodo straordinario sotto molti aspetti. In modo inimmaginabile, la guerra sta nuovamente segnando il continente europeo – una guerra a cui ogni istituzione e organo dell’UE deve fare la sua parte per opporsi, continuando al contempo a sostenere l’Ucraina e il suo popolo”, osserva nel suo documento di lavoro per l’anno 2026. “Eventi orribili hanno devastato il Medio Oriente. Una molteplicità di insicurezze globali e crisi planetarie si stanno aggravando sempre di più. Le tre crisi planetarie del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e della scarsità d’acqua richiedono tutte il nostro impegno attivo”, dettaglia Boland.

    Con la strategia anti-povertà, il presidente irlandese – agricoltore e impegnato nella società civile da oltre 40 anni, occupandosi anche di giovani, minoranze etniche, persone con disabilità e persone che vivono in zone rurali isolate – intende la garanzia di uguali opportunità nella popolazione europea, tramite l’istituzione di un gruppo consultivo presso la presidenza CESE che favorisca una maggiore partecipazione della società civili ai lavori del Comitato, anche per indagare il ruolo degli stati membri nell’eliminazione della povertà. “Nel mio mandato come presidente del CESE, darò priorità a un programma incentrato sulle persone dove il Comitato abbia un ruolo di guida nel portare la società civile al centro dell’UE”, spiega in un documento sul programma di lavoro per il 2026. “Al centro di questa visione c’è l’eradicazione della povertà. Sebbene la crescita economia e la creazione di posti di lavoro contribuiscano direttamente a ridurre la povertà, la povertà sul lavoro resta una realtà nelle nostre società, come la povertà infantile, quella inter-generazionale e quella degli anziani”, precisa.

    Oltre a questo lavoro, per Boland è necessario parlare di “un’unione di sicurezza“, per difendere la democrazia, rafforzando il soft power delle istituzioni europee per valorizzare la loro legittimità democratica, contrastando fenomeni di crescente disinformazione e tutelando l’indipendenza dei media. Boland sottolinea la necessità di garantire un’Unione sicura anche attraverso l’impegno esterno per garantire un stabilità geopolitica nell’aerea, riaffermando la solidarietà del Comitato nei confronti del popolo ucraino e il suo impegno a sostenere la società civile ucraina.

    Infine, sostiene Boland, è fondamentale aumentare la capacità degli europei di adattarsi e resistere alle sfide climatiche, industriali, territoriali e demografiche. Costruire un’Unione resiliente, specifica nel suo programma Boland, significa promuovere sistemi agroalimentari sostenibili, garantendo la sicurezza alimentare e sostenendo comunità rurali vitali. Fin da ottobre, quando è stato eletto, il presidente ha dichiarato di voler procedere in tandem con gli Stati membri e soprattutto con le altre istituzioni. Ad esempio, Boland sta collaborando con la presidenza cipriota del Consiglio dell’UE sul tema della povertà energetica e con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e il commissario europeo all’Energia e all’Housing, Dan Jorgensen, alla strategia per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili, come richiesto dalla Commissione. Infine, Boland ha portato il tema dell’emergenza abitativa – rivendicata come priorità per l’UE – a Papa Leone XIV in un incontro avvenuto lo scorso gennaio. Guardando all’anno iniziato, Boland promette di continuare su questa linea. E ad ottobre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, il CESE ospiterà una conferenza di alto livello sul tema.

    Tags: Bolandcesecommissionecostacrisi abitativaJorgensenpovertà energeticaue

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