Bruxelles – “La nostra priorità è la sicurezza dei cittadini europei” in Medio Oriente, ha affermato questa mattina (5 marzo) il capo della diplomazia UE, Kaja Kallas, al suo arrivo a Bruxelles per una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri dei 27 e di rappresentanti del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Da ieri, il Centro di coordinamento di risposta alle emergenze (ERCC) della Commissione europea ha coordinato l’organizzazione di 6 voli di rimpatrio diretti in Italia, Austria, Bulgaria e Slovacchia. “Nei prossimi giorni sono previsti ulteriori voli”, fa sapere la Commissione.
Tra residenti e non, sono centinaia di migliaia i cittadini europei attualmente nella regione, tra le monarchie del Golfo, Israele, Giordania. Secondo i numeri forniti dalle capitali, è di gran lunga la Francia a dover affrontare la sfida logistica più impegnativa: sarebbero circa 400 mila i cittadini francesi in Medio Oriente. L’Italia, che ha istituito presso la Farnesina una task force dedicata, conta circa 30 mila residenti nei Paesi del Golfo, e circa 20 mila italiani non residenti si trovano in aree potenzialmente a rischio in tutta la regione. L’associazione tedesca dei viaggiatori ha dichiarato che 30 mila connazionali sarebbero bloccati negli scali aerei dei Paesi del Golfo, mentre il Belgio ha stimato quasi 26 mila cittadini in tutto il Medio Oriente, tra cui 2.450 turisti. E poi, circa 30 mila cittadini spagnoli, 20 mila irlandesi, 17 mila austriaci – tra cui 2.500 turisti e viaggiatori d’affari -, 15 mila greci, 14 mila polacchi solo negli Emirati Arabi Uniti, 5 mila ungheresi, 2 mila croati.
La lista è lunghissima. Già ad inizio settimana, nella riunione del Collegio per la sicurezza convocato da Ursula von der Leyen, la Commissione aveva annunciato di voler “intensificare il sostegno agli sforzi di evacuazione e rimpatrio degli Stati membri, anche attraverso il meccanismo di protezione civile dell’UE e il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC), in stretta collaborazione con le delegazioni dell’UE”. Al 5 marzo, dieci Stati membri hanno già attivato il meccanismo: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Romania, Slovacchia e Austria.
In concreto, l’ERCC coordina dal punto di vista logistico i voli offerti dagli Stati membri, ed è in costante contatto con le delegazioni dell’UE e le autorità consolari degli Stati membri nella regione. Oltre agli sforzi di coordinamento, la Commissione europea può coprire parte dei costi finanziari dei voli di rimpatrio: fino al 75 per cento dei costi per i voli in cui almeno il 30 per cento dei posti disponibili è offerto a cittadini di altri Stati membri rispetto a quello che ha attivato il meccanismo di protezione civile. La Commissione può anche prenotare voli direttamente, tramite il meccanismo rescEU, se nessuno dei 27 è in grado di sostenere la richiesta di assistenza di uno Stato membro per evacuare i propri cittadini. In tal caso, la Commissione può coprire il 100 per cento dei costi.












![La video riunione dell'Eurogruppo [27 marzo 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/03/eurogruppo-260327-120x86.jpg)