Bruxelles – Le ripercussioni economiche della guerra di Stati Uniti e Israele in Iran preoccupa il governatore della banca centrale belga, che teme con un prolungamento del conflitto la finanza possa iniziare a scommettere sul default del Belgio. “Siamo davvero vulnerabili e sarebbe solo questione di tempo prima che i mercati reagiscano”, afferma Pierre Wunsch in occasione dell’audizione in commissione Finanze della Camera.
Il responsabile della Banca centrale del Belgio e membro del consiglio direttivo della Banca centrale europea, comparso dinanzi ai parlamentari per presentare il rapporto annuale 2025, esprime dubbi per salute e tenuta dei conti pubblici nazionali in caso di mancato stop alle operazioni militari e ripristino dei traffici lungo lo stretto di Hormuz: in uno scenario di questo tipo, avverte, la monarchia belga va incontro a “una crescita molto debole, o addirittura una recessione tecnica”, che si traduce in “una contrazione del prodotto interno lordo per due trimestri consecutivi”. Risultato: “Il deficit aumenterà quindi dell’1-2 per cento del PIL e saremo davvero vulnerabili”.
La politica è chiamata, dunque, a prudenza e riforme, per tenere sotto controllo debito e deficit. Wunsh avverte: “I soldi sono finiti”. Detto in altri termini, “le risorse che avevamo nel 2022 per affrontare la crisi non esistono più”, e quindi ipotizzare nuova spesa pubblica è praticamente impossibile, a meno di esporsi a speculazioni e penalizzazioni della agenzie di rating. Perché, e su questo il messaggio è stato chiaro, il Belgio potrebbe ritrovarsi nel mirino dei mercati finanziari.
Intanto, il ministro della Difesa e del commercio del Belgio, il fiammingo Theo Francken (NVA), annuncia l’intenzione di aderire alla coalizione dei Paesi disposti a garantire il libero passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. “Stiamo collaborando con la Francia e tutti gli altri partner disponibili per raggiungere questo obiettivo strategico non appena le condizioni nella regione lo consentiranno, ad esempio con un cessate il fuoco”, scrive sul proprio profilo X. Il motivo della scelta è legata proprio alla tenuta finanziaria del Paese: “La libertà di navigazione è essenziale per la nostra sicurezza e stabilità economica“.

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