Strasburgo, dall’inviata – La pericolosità della condizione attuale dell’UE risiede in un arretramento dei diritti. Nella seduta plenaria di oggi (29 aprile), il Parlamento Europeo ha approvato un rapporto che traccia un bilancio “preoccupante” sullo stato dei diritti fondamentali nell’Unione per il periodo 2024-2025. Il documento, adottato con 328 voti favorevoli, 199 contrari e 98 astenuti, fa emergere che le divergenti interpretazioni nazionali della Carta dei diritti fondamentali dell’UE ne determinano un’applicazione che, la Commissione per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari interni, definisce “disomogenea e inadeguata”. Le principali preoccupazioni dei deputati riguardano diversi settori: la violenza di genere, le frontiere e la migrazione e la disinformazione.
Gli eurodeputati chiedono azioni “più forti” contro la violenza e la discriminazione di genere, condannano le pratiche di conversione e gli arretramenti nei confronti della comunità LGBTIQ+ e sottolineano anche la necessità di proteggere la salute e i diritti sessuali e riproduttivi.
Il rapporto condanna i maltrattamenti ai danni delle persone migranti e le violenze alle frontiere esterne: chiede operazioni coordinate di ricerca e soccorso e richiama gli Stati membri a garantire che l’attuazione del patto europeo sulla migrazione e asilo rispetti gli accordi internazionali in materia di diritti fondamentali e, in particolare, il principio di non respingimento: sancito dal diritto internazionale umanitario, questo garantisce che nessuno, a prescindere dal proprio status migratorio, possa essere rimpatriato in un paese in cui subirebbe tortura, trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti.
Infine, preoccupano le interferenze politiche nella magistratura, la riduzione dello spazio civico e le minacce alla sicurezza dei giornalisti.
Un appello alla volontà politica viene dalla relatrice del rapporto Anna Strolenberg: “Questo rapporto non è astratto, riguarda vite reali: i diritti fondamentali devono rimanere non negoziabili. La questione è se la Commissione e gli Stati membri abbiano la volontà politica di proteggere i più vulnerabili.”
Nel corso della discussione in Aula, l’eurodeputato del PD, Marco Tarquino ha richiamato il valore identitario di tali principi, dichiarando: “I diritti fondamentali sono essenziali alla base del nostro essere europei. Anche Ilaria Salis (La Sinistra) è intervenuta, affermando: “I diritti fondamentali sono sempre più sotto attacco in Europa: in tempo di crisi e di guerre anche le forze democratiche rischiano di accettare anche troppi compromessi a ribasso”.











