Strasburgo, dall’inviato – L’Unione Europea è sempre più vicina ad aderire formalmente alla convenzione che istituisce una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento in favore dell’Ucraina. Dopo la firma della Commissione UE nel dicembre dello scorso anno, oggi (30 aprile) anche il Parlamento Europeo – riunito in seduta plenaria a Strasburgo – ha dato il proprio via libera con 507 voti favorevoli, 31 contrari e 35 astenuti. A questo punto, sarà necessaria soltanto la decisione finale da parte del Consiglio UE affinché l’Unione diventi ufficialmente un membro della Commissione. Quest’ultima diventerà pienamente operativa una volta che l’atto istitutivo sarà stato ratificato da almeno 25 Stati (compresa l’UE).
Il principio alla base della convenzione: risarcire le vittime della guerra
La convenzione votata oggi dall’Eurocamera rappresenta il prodotto finale di un processo iniziato dal Consiglio d’Europa – l’organizzazione internazionale che riunisce i principali Paesi europei per promuovere i valori della democrazia e dello Stato di diritto – con la cosiddetta Dichiarazione di Reykjavík del maggio 2023. In quell’occasione, gli Stati membri si sono formalmente impegnati a creare un meccanismo istituzionale finalizzato ad assicurare un risarcimento dei danni causati dagli attacchi russi lanciati in questi quattro anni di guerra all’Ucraina.
Il primo tassello di questo puzzle è stato posto con l’istituzione del Registro dei danni per l’Ucraina, creato per raccogliere le richieste di riparazione provenienti da cittadini, imprese e istituzioni pubbliche di Kiev. Lo scorso 16 dicembre – durante una conferenza diplomatica organizzata a L’Aia – è stato compiuto lo step successivo: 35 Paesi più la Commissione UE hanno firmato la convenzione che istituisce una Commissione internazionale incaricata di esaminare le oltre 86mila domande di risarcimento già pervenute in questi tre anni. L’organismo avrà poi il compito di valutare l’entità delle eventuali compensazioni economiche, pur non potendosi spingere fino al punto di punire penalmente i responsabili dei danni.
L’iniziativa ha raccolto il sostegno dei principali gruppi parlamentari. L’eurodeputato tedesco Michael Gahler (PPE) ha sottolineato che “il regime russo dà costantemente prova di rabbia” e che è importante esaminare i crimini “per una futura assunzione di responsabilità”. L’olandese Thijs Reuten (S&D) ha affermato che “non ci può essere pace senza giustizia”, mentre l’esponente di Azione Elisabetta Gualmini (Renew Europe) ha ricordato “i recenti attacchi ad Odessa” che rendono necessario “assicurare la piena responsabilità di chi ha causato questa guerra atroce”.
Lo spirito con cui l’UE ha deciso di contribuire a questa progetto è stato chiarito anche dal commissario per la Difesa, Andrius Kubilius. “Il nostro impegno per assicurare la piena responsabilità della Russia per tutti i crimini internazionali commessi nel corso della guerra di aggressione contro l’Ucraina rimane assoluto”, ha assicurato agli eurodeputati, per poi sottolineare che “ora è il tempo di vedere risultati: per questo è fondamentale assicurare un rapido insediamento della Commissione“.
A tal fine, l’ex primo ministro lituano ha fatto intendere che l’obiettivo di Palazzo Berlaymont sarebbe quello di presentarsi alla prossima sessione del Consiglio d’Europa – prevista a Chisinau i prossimi 14 e 15 maggio – con la procedura di ratifica della convenzione da parte dell’UE in dirittura d’arrivo. Dopo il via libera odierno del Parlamento, manca solo la decisione finale del Consiglio. In tal senso, dal governo cipriota – che detiene la presidenza di turno – arrivano segnali positivi: “Siamo fiduciosi che l’iniziativa sarà pronta prima dell’incontro in Moldavia“, ha rassicurato la viceministra per gli Affari Europei di Nicosia, Marilena Raouna.
Il nodo delle risorse economiche
“Le prime richieste di risarcimento dovranno essere esaminate entro la fine del 2027”, ha fissato l’obiettivo Kubilius. Ma la richiesta di procedere spediti rischia di dover fare i conti con una semplice domanda che al momento non trova risposta: “Chi pagherà”?
Se sul piano del finanziamento alle attività della Commissione l’UE si è già offerta di provvedere con un contributo annuale stimato tra 1 e 3 milioni di euro, il pagamento dei risarcimenti dovrebbe spettare al Paese che si è reso responsabile dei danni. Escludendo l’ipotesi che Mosca accetti di contribuire volontariamente in tal senso, si potrebbe puntare sull’uso degli asset russi congelati in Europa. Tuttavia, anche questo scenario appare complicato, visto quanto accaduto quando Bruxelles immaginò di utilizzarli per finanziare il pacchetto da 90 miliardi di euro di aiuti all’Ucraina.








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