Bruxelles – Misure dell’Unione europea contro le pratiche delle piattaforme digitali che creano dipendenza nei minori. A fare l’annuncio è stata, oggi (12 maggio) la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in occasione del Vertice europeo sull’intelligenza artificiale e i minori, a Copenaghen, in Danimarca. “Entro la fine dell’anno, inoltre, con il Digital Fairness Act intendiamo contrastare le pratiche di progettazione che creano dipendenza e sono dannose: tecniche per catturare l’attenzione, contratti complessi, trappole degli abbonamenti e così via”, ha precisato.
Privazione del sonno, depressione, ansia, autolesionismo, comportamenti di dipendenza, cyberbullismo, adescamento, sfruttamento, suicidio. Sono questi i rischi del mondo digitale menzionati da von der Leyen che, per la presidente, sono “il risultato di modelli di business che trattano l’attenzione dei nostri figli come una merce”. L’obiettivo dell’UE, invece, è di “costruire un mondo digitale in cui i nostri figli possano crescere liberi e sicuri, protetti dai valori che l’Europa rappresenta”.
Stiamo assistendo alla velocità fulminea con cui la tecnologia si sta evolvendo e a come penetra in ogni aspetto dell’infanzia e dell’adolescenza“, ha osservato von der Leyen secondo cui, in questo contesto, “le discussioni sull’età minima per l’utilizzo dei social media non possono più essere ignorate”. La presidente ha quindi ricordato che la Commissione sta lavorando a una proposta di legge che imporrebbe un divieto dei social media per i bambini. In merito, è stato già istituito un Comitato speciale di esperti sulla sicurezza dei minori online, che fornirà supporto tecnico all’esecutivo per presentare una proposta di legge entro l’estate. “Quasi tutti gli Stati membri dell’UE chiedono una valutazione sulla necessità di tale misura”, ha ammesso von der Leyen. “Al momento, la Danimarca vuole introdurla, così come altri nove Stati membri. Anche il Parlamento europeo è giunto alla stessa conclusione. La questione non è se i giovani debbano avere accesso ai social media, ma se i social media debbano avere accesso ai giovani”, ha concluso la presidente dell’esecutivo UE. Il divieto, comunque, si aggiungerà a una serie di iniziative promosse dalla Commissione – come l’app per la verifica dell’età – volte non solo a proteggere i minori online, ma a limitare l’accesso a contenuti inappropriati.
Sulla questione, la presidente non ha esonerato le aziende tecnologiche dalle responsabilità per i contenuti presenti sulle loro piattaforme, sostenendo che, “in Europa, chiunque sviluppi un prodotto è responsabile della sua sicurezza“. Ad esempio, “le case automobilistiche devono garantire la sicurezza dei propri veicoli”. E dato che “non ci aspettiamo che i bambini progettino le proprie cinture di sicurezza” o “che i genitori installino gli airbag a casa, lo stesso principio deve valere per i social media“.

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