Bruxelles – Gli Stati Uniti decidono ancora di allentare le sanzioni economiche contro la Russia e l’Unione europea ‘boccia’ l’America di Donald Trump, registrando un nuovo momento di tensione nelle relazioni transatlantiche, proprio nel momento in cui l’Unione europea presenzia alla riunione dei ministri delle Finanze del G7. È qui che si consuma lo strappo, l’ultimo della seria, tra le due sponde dell’Atlantico. “Il segretario al Tesoro Scott Bessent ci ha informato della decisione” di estendere per altri 30 giorni l’esenzione dalle sanzioni per il petrolio di Rosneft, fa sapere a margine dei lavori il commissario per l’Economia, Valdis Dombrovskis, che critica la scelta della Casa Bianca: “Dal punto di vista dell’UE, questo non è il momento di allentare la pressione sulla Russia“.
Gli europei sono scontenti di Trump, come già manifestato sia dalla Commissione sia dagli Stati membri. Nello specifico gli Stati Uniti hanno avviato un conflitto armato con l’Iran, generando una crisi energetica senza precedenti, che adesso pensano di poterla risolvere permettendo il transito libero delle petroliere russe, sgravate dalle misure restrittive varate in risposta all’aggressione dell’Ucraina. Situazione complessiva politicamente inaccettabile e insostenibile per l’UE, con Dombrovskis che non risparmia condanne alle scelte USA.
“Di fatto, Mosca guadagna dalla guerra in Iran e per via dei prezzi del petrolio in aumento”, lamenta ancora il commissario per l’Economia, convinto che data la situazione “semmai occorrerebbe aumentare la pressione” sulla Federazione russa e il suo leader, Vladimir Putin. Cosa che non è. “Il segretario Bessent ci ha assicurato che si tratta di una misura temporanea, ma è già la seconda proroga di una misura che sarebbe dovuta durare solo trenta giorni“, commenta Dombrovskis, per parole che lasciano trapelare come l’UE ormai non si fidi più dell’interlocutore statunitense.
Che si tratti di dazi, di alleanza militare e partnership NATO o sanzioni alla Russia, sono praticamente tutti i tavoli sensibili su cui l’amministrazione Trump cambia idea continuamente e rende le regole del gioco variabili e mutevoli con una facilità estrema. Per gli europei le relazioni con gli Stati Uniti iniziano a diventare sempre più complicate e lo storico partner di una volta è ormai una spina nel fianco, e le considerazioni di Dombrovskis non fanno che confermare il deterioramento delle relazioni UE-USA.


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