Bruxelles – Latte artificiale per neonati contaminato in volumi ‘importanti’: 25 lotti di prodotti sono stati ritirati da Nestlé in 16 Stati membri dell’Unione europea il 10 dicembre 2025, per quella che viene vista come una minaccia potenziale. Così almeno sostiene Yvan Verougstraete, europarlamentare liberale (RE), che chiede lumi alla Commissione europea nell’interrogazione parlamentare a sua firma. Ma “la Commissione al momento non prevede una revisione completa delle norme UE in materia di alimentazione infantile“, risponde il commissario per la Salute, Oliver Varhelyi.
Per l’esecutivo comunitario, spiega in sostanza il commissario incaricato a rispondere a nome dell’intero collegio, non c’è una situazione tale da giustificare una modifica delle normative comunitarie. La Commissione, evidenzia, “rimane impegnata a mantenere i più elevati standard di sicurezza alimentare attraverso il monitoraggio continuo e il miglioramento delle misure esistenti”. Vuol dire controlli e al massimo atti delegati con cui spiegare come attuare le regole esistenti.
Quanto accaduto nell’UE con il latte artificiale riguarda la tossina cereulide, prodotta da un bacillo che si trova generalmente nel suolo e nei prodotti agricoli. La sua particolarità è quella di essere termostabile, vale a dire resistere al caldo, e quindi restare attiva anche dopo aver riscaldato cibi e bevande in cui è presente. Una volta immessa nell’organismo umano, produce nausea, crampi, vomito, e quindi disidratazione. Proprio per questi rischi, i più piccoli risultano più vulnerabili alla tossina.
Nello specifico, in risposta a questo incidente, “la Commissione ha rafforzato il coordinamento con gli Stati membri condividendo gli avvisi del Sistema di allerta rapida per alimenti e mangimi (RASFF) e attivando la propria rete di coordinatori per la gestione delle crisi”, continua ancora Varhelyi. “Una volta risolto l’incidente, la rete di coordinatori per la gestione delle crisi in materia di sicurezza alimentare e dei mangimi verrà riconvocata per esaminare le lezioni apprese, con particolare attenzione ai protocolli di comunicazione a tutti i livelli”. Comunque le regole non si cambiano. Non ora.
La Commissione ha comunque operato una stretta nei confronti del ‘made in China’. Quanto accaduto col latte artificiale è “a causa della fonte di contaminazione cinese”, sostiene il commissario per la Salute. Si tratta di “olio di acido arachidonico, utilizzato come ingrediente nelle formule per lattanti”. Vista la “assenza di solide garanzie fornite dalla Cina nella sua risposta”, la Commissione ha imposto controlli rafforzati sulle importazioni di olio di acido arachidonico dalla Cina, in vigore dal 26 febbraio 2026. È questo un nuovo monito al fenomeno del cibo low cost cinese presente nel mercato unico.










