Bruxelles – Nel 2025, l’Unione europea ha importato 49,7 milioni di tonnellate di materie prime riciclabili ed esportato 36,2 milioni di tonnellate verso Paesi extra-UE. Ciò significa che il divario tra i due, cioè il volume netto delle importazioni, ammonta a 13,5 milioni di tonnellate. Le materie prime riciclabili sono tutti i materiali di scarto (rifiuti o prodotti a fine vita) che, attraverso specifici processi industriali, possono essere trasformati e riutilizzati. Secondo Eurostat, l’Ufficio di statistica dell’UE, nel 2025, il volume netto delle importazioni è cresciuto di circa un milione di tonnellate, pari al 7,8 per cento in più rispetto all’anno precente. I dati mostrano inoltre che l‘UE è un importatore netto di materie prime riciclabili fin dal 2005, anno in cui ha avuto inizio la serie di dati. Mentre il volume netto delle importazioni più basso è stato registrato nel 2023 (1,07 milioni di tonnellate), il divario massimo (21 milioni di tonnellate) risale al 2006. Paragonato al 2006, la differenza emersa l’anno scorso ammonta, invece, al 35,6 per cento.

I metalli dominano le esportazioni, i materiali organici le importazioni
Nel 2025, l’UE ha esportato 18,9 milioni di tonnellate di metalli, una cifra che supera la metà (52,1 per cento) delle esportazioni totali di materie prime riciclabili. A questi seguono carta e cartone (6,0 milioni di tonnellate; 16,5 per cento) e materiali organici (4,4 milioni di tonnellate; 12 per cento). Per quanto riguarda le importazioni, questi ultimi spiccano (30 milioni di tonnellate) – rappresentando il 60,3 per cento di tutte le importazioni di materie prime riciclabili – e precedono i minerali (8,3 milioni di tonnellate; 16,7 per cento) e i metalli (6,3 milioni di tonnellate; 12,7 per cento). I dati provenienti da materie prime riciclabili e il commercio di rifiuti, se confrontati, evidenziano differenze distinte nell’approvvigionamento dei materiali: se da un lato, metalli, carta e cartone sono presenti in commercio quasi esclusivamente come rifiuti, i materiali organici figurano principalmente come sottoprodotti. A tal proposito, Eurostat sottolinea che i rifiuti costituiscono solo una piccola parte del commercio biologico, che corrisponde all’1,8 per cento delle esportazioni e al 3,2 delle importazioni.

Turchia e Brasile restano i principali partner commerciali
Nel 2025 la Turchia è stata la prima destinazione per le esportazioni dell’Unione di materie prime riciclabili, con un volume pari 12,8 milioni di tonnellate. I volumi maggiori si sono osservati poi in India (3,9 milioni di tonnellate), Regno Unito (3,4 milioni di tonnellate), Egitto (1,9 milioni di tonnellate), Norvegia e Svizzera (1,5 milioni di tonnellate in entrambi i Paesi). Nello stesso anno, le importazioni sono arrivate prevalentemente dal Brasile (11,2 milioni di tonnellate), dall’Argentina (8,7 milioni di tonnellate), dal Regno Unito (4,4 milioni di tonnellate), dall’Ucraina (4,0 milioni di tonnellate) e dagli Stati Uniti (2,4 milioni di tonnellate).



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