Bruxelles – Aggressione dell’Ucraina e attività di destabilizzazione in Moldova, l’Unione Europea vara nuove sanzioni contro la Russia nell’attesa del 21esimo pacchetto di misure restrittive contro Mosca, ancora allo studio e per la cui finalizzazione servirà ancora del tempo. I ministri degli Esteri dei Paesi dell’Unione europea scelgono di tenere alta la pressione sul Cremlino ampliando la lista nera di persone ed entità oggetto di congelamento di beni e divieto di ingresso su suolo comunitario.
Un totale di 34 individui e 47 società vengono puniti dal Consiglio Affari esteri per le attività a sostegno della politica aggressiva di Mosca. “Queste misure colpiscono al cuore il complesso militare-industriale russo, la sua flotta ombra e le reti che alimentano gli attacchi ibridi di Mosca contro l’Europa”, assicura l’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, che assicura: “Parallelamente, si sta lavorando al più ampio 21esimo pacchetto di sanzioni”, più che mai necessario perché “la Russia mostra di non voler smettere di combattere, e aumenta gli attacchi contro i civili”.
Nello specifico vengono colpiti dall’UE sette individui e 21 entità che sostengono il complesso militare-industriale russo e i suoi complici in Paesi terzi. Si tratta di produttori e fornitori di droni e altre attrezzature militari destinate alle forze armate russe, tra cui la JSC ‘Lavochkin Research and Production Association’, fondata dalla società statale russa per le attività spaziali ‘Roscosmos’. Nell’elenco anche Rustakt, LLC ASFPV, LLC IONOS e le società cinesi Shenzhen Minghuaxin e Xinxiang Richful Lubricant Additive Company, ERA Military Innovation Technopolis e la Foundation for Advanced Studies.
Dall’UE interventi anche nel settore dell’energia. La lista di sanzioni approvata oggi (15 giugno) prevede l’inserimento nella lista di due individui (Tahir Garayev e Konstantin Rogach) e di 24 entità legate alla spedizione e all’esportazione di petrolio greggio o prodotti petroliferi dalla Russia, anche attraverso la flotta ombra russa. Questi elenchi comprendono Lukoil-Siberia Occidentale e “numerose” società con sede in Russia, Liberia, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Azerbaigian e Hong Kong.
La scelta di intervenire nel settore dell’energia non è casuale. “Le entrate energetiche continuano a rappresentare un’àncora di salvezza per l’economia russa in difficoltà”, spiega Kallas, e l’obiettivo è indebolire ancora di più la Federazione russa. “Ogni misura riduce il margine di manovra della Russia, e i numeri parlano chiaro: le sanzioni occidentali sono già costate alla Russia una cifra stimata tra 1.000 e 1.300 miliardi di euro“. In sostanza, “passo dopo passo stiamo smantellando le fondamenta dell’economia di guerra russa”.
Ad ogni modo, insiste Kallas nel corso della conferenza stampa di fine lavori, “le sanzioni alla Russia implicano anche un isolamento a livello internazionale”. Ecco perché l’Alta rappresentante esorta a escludere la Federazione russa da qualunque manifestazione, incluse quelle sportive e artistiche.


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