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    Home » Politica Estera » L’UE cerca la collaborazione dell’Egitto contro la Russia, il Cairo pensa agli investimenti

    L’UE cerca la collaborazione dell’Egitto contro la Russia, il Cairo pensa agli investimenti

    A Lussemburgo l'11esimo consiglio di associazione tra le due parti. Kallas chiede la stretta contro le navi fantasma di Mosca nel Mediterraneo, i partner glissano

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    15 Giugno 2026
    in Politica Estera
    Egitto EU finanziamento

    La sala riunioni del consiglio di associazione UE-Egitto [Lussemburgo, 15 giugno 2026. Foto: European Council]

    Bruxelles – Energia, sicurezza, stabilità: Unione europea ed Egitto cercano di dare impulso alle relazioni bilaterali, da plasmare e rimodellare a misure di sfide globali tutte nuove. L’11eseima riunione del Consiglio di associazione UE-Egitto guarda a tutto questo, e su tutto questo intende porre nuove basi di lavoro condiviso. Per il club a dodici stelle c’è tanto in ballo, a cominciare dall’agenda di sostenibilità. A margine dell’incontro, la Commissione europea ha presentato la prima operazione faro nell’ambito della cooperazione trans-mediterranea per le energie rinnovabili e le tecnologie pulite (T-MED), del valore complessivo di 690 milioni di euro.

    Si tratta, nello specifico, di prestiti per 600 milioni di euro dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) e sovvenzioni dell’esecutivo comunitario per 90 milioni di euro, messi a disposizione per modernizzare ed espandere la rete elettrica nazionale egiziana. L’UE intende aiutare il partner del nord Africa a integrare 22 GW di energia rinnovabile entro il 2030, sufficienti ad alimentare 10 milioni di abitazioni nel Paese. L’inizio dei lavori è previsto per il 2027, con i primi flussi di energia rinnovabile attesi entro il 2028. L’investimento pubblico e privato totale previsto per questo progetto ammonta a 1,6 miliardi di euro e contribuirà al raggiungimento degli obiettivi del partenariato strategico e globale UE-Egitto. 

    Il Consiglio di associazione UE-Egitto intende però creare nuove alleanze in senso anti-russo. È  l’obiettivo dichiarato dell’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, che da subito pone l’accento sulla cooperazione in tal senso. “La flotta di navi fantasma della Russia pone pericoli per le acque europee e per le acque dell’Egitto“, scandisce prima dell’inizio dei lavori, in un breve punto stampa organizzato per l’occasione assieme al ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty. Di fronte alla minaccia delle navi fantasma di Mosca a cui l’UE cerca soluzioni da due anni “discuteremo di come inasprire insieme l’applicazione delle sanzioni nel Mediterraneo“, assicura Kallas, che guarda all’Egitto come attore chiave per la soluzione della questione israelo-palestinese al pari della guerra in Iran.

    Sulla parte più politicamente sensibile, quella delle relazioni con la Russia, Abdelatty non si sbilancia. Non pubblicamente, almeno. Il ministro degli Esteri egiziano riconosce che ci sono “grandi sfide” venutesi a creare su scala internazionale, con “le grandi ripercussioni delle tensioni geopolitiche crescenti”, ma tende a rimanere vago negli impegni. Accoglie con favore l’annuncio di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, visto come opportunità per “un nuovo capitolo per la riduzione di tensioni nella nostra regione”, ma non cita la Russia.

    L’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, e il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty. [Lussemburgo, 15 giugno 2026. Foto: European Council]
    Davanti alle telecamere il ministro degli Esteri egiziano afferma che il suo Paese “apprezza la crescente cooperazione con l’Unione Europea” e insiste sull’importanza delle relazioni economico-commerciali e l’importanza degli investimenti – “nell’ultimo anno abbiamo visto progressi tangibili in materia di commercio e investimenti”, dice – ma tace sulla Russia. Un silenzio comprensibile, visto che l’Egitto dal 2024 è membro del gruppo dei BRICS, di cui la Russia è Paese fondatore.

    Ma è un po’ tutta la storia dell’Egitto a parlare russo. Il Paese ha relazioni dirette con Mosca sin dai tempi dell’Unione sovietica. Dalla fine dei primi anni Duemila la Russia di Putin ha rappresentato un partner importante dal punto di vista della sicurezza e della difesa, con import di armi e munizioni ‘made in Russia’ pari a quasi un terzo delle commesse estere. Le relazioni bilaterali tra Egitto e Russia hanno conosciuto una stagione tutta nuova nel 2018, quando i due Paesi hanno firmato un accordo di partenariato globale e cooperazione strategica, entrato in vigore il 10 gennaio 2021, a cui si è aggiunto il protocollo di cooperazione militare.

    Non sorprende, dunque, che fin dall’inizio della campagna militare russa in Ucraina il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi abbia cercato di mantenere una politica ambivalente, e di oscillare tra le istanze dell’occidente senza compromettere le buone relazioni con Mosca. Inoltre, le sanzioni UE con i divieti di soggiorno su suolo europeo hanno prodotto un’esplosione del turismo russo in Egitto, che si giova economicamente di questa presenza.

    Tags: difesaegittoenergiakaja kallasrinnovabilirussiasostenibilità

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