Milano – SARPOM ha avviato la produzione di idrogeno verde presso la raffineria di Trecate, in provincia di Novara. L’impianto, tra i più rilevanti del settore in Italia, rappresenta il primo sistema integrato di produzione e distribuzione di idrogeno verde pienamente operativo del gruppo IP, realizzato con il sostegno della Regione Piemonte e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del PNRR.
L’evento di avvio, svoltosi a Trecate, oggi (19 giugno), è stato aperto da un videomessaggio del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e ha visto la partecipazione dell’assessore regionale all’Ambiente, all’Energia e all’Innovazione, Matteo Marnati, della direttrice generale Programmi e Incentivi Finanziari del MASE, Stefania Crotta, del capo dipartimento Unità di Missione PNRR Fabrizio Penna e del Sindaco di Trecate, Raffaele Sacco.
Un investimento da 20 milioni, in gran parte da fondi PNRR
Il progetto ha richiesto un investimento complessivo di 20 milioni di euro, di cui 16,8 milioni provenienti da finanziamento PNRR nell’ambito del bando “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse”, gestito congiuntamente dal MASE e dalla Regione Piemonte.
Il ministro Pichetto Fratin ha definito l’avvio dell’impianto un segnale importante per il territorio novarese e per il ruolo strategico dell’idrogeno come vettore energetico, sottolineando che si tratta di un esempio di utilizzo efficiente dei fondi del PNRR a sostegno di una fonte pulita e rinnovabile all’interno del mix energetico nazionale. Il Ministro ha inoltre richiamato gli orizzonti temporali individuati dal governo per lo sviluppo dell’idrogeno fino al 2050 e ha citato lo schema di legge delega recentemente presentato per costruire un quadro legislativo dedicato al settore, evidenziando il ruolo che l’Italia può giocare nelle rotte euro-mediterranee dell’idrogeno.
Un elettrolizzatore alimentato da fotovoltaico
Il cuore tecnologico dell’impianto è un elettrolizzatore PEM (Proton Exchange Membrane) da 4 MW, alimentato da due impianti fotovoltaici situati entro 500 metri dalla raffineria e estesi quanto undici campi da calcio, per una potenza di picco combinata di 6,7 MW. La capacità prevista è di circa 170 tonnellate di idrogeno verde all’anno, con un potenziale massimo che può superare le 600 tonnellate annue.
La produzione svolge una duplice funzione: da un lato sostituisce l’idrogeno ottenuto da fonti fossili, il cosiddetto idrogeno grigio, riducendo le emissioni dirette di processo del sito; dall’altro sostiene lo sviluppo della mobilità sostenibile, in particolare per i veicoli pesanti. Una quota della produzione sarà destinata a due stazioni di servizio attualmente in conversione in hub di mobilità a idrogeno, una a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, e una ad Arluno, nel Milanese.
Trecate nel cuore della logistica del Nord-Ovest
Il sito di Trecate si trova in una posizione considerata strategica: entro un raggio di 30 chilometri passano i corridoi di trasporto europei Lione-Lubiana e Genova-Rotterdam, e nella stessa area sono presenti 25 aziende industriali a difficile decarbonizzazione, 10 piattaforme logistiche e l’aeroporto di Malpensa.
Durante l’evento si è tenuta anche una tavola rotonda, con la partecipazione dell’assessore Marnati e dei rappresentanti del MASE Crotta e Penna, dedicata al ruolo dell’idrogeno nella strategia italiana di decarbonizzazione, agli strumenti di incentivo nazionali ed europei per accelerare gli investimenti nella transizione energetica e al ruolo delle Hydrogen Valley nello sviluppo territoriale e nella costruzione di una filiera regionale dell’idrogeno.
L’amministratore delegato di SARPOM, Giuseppe Buonerba, ha sottolineato il valore dell’infrastruttura realizzata, definendola un’unica struttura integrata che unisce la produzione di idrogeno tramite elettrolisi dell’acqua alimentata da energia rinnovabile, la sostituzione dell’idrogeno grigio e la distribuzione di idrogeno verde per la mobilità stradale. Buonerba ha indicato questo modello come il percorso di evoluzione industriale che l’azienda intende seguire, mettendo a frutto decenni di esperienza operativa per affrontare le sfide energetiche dei prossimi anni.
Articolo scritto con l’ausilio dell’Intelligenza artificiale.
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