Bruxelles – Agosto si avvicina e, con esso, anche l’implementazione del regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (PPWR), previsto per il 12 agosto 2026. Proprio in merito all’adozione di questo contestato regolamento, oggi (25 giugno) otto Stati membri si sono posti nettamente di traverso a Bruxelles. L’Italia, insieme a Repubblica Ceca, Bulgaria, Lettonia, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia, ha presentato in sede del Consiglio Ambiente un documento in cui si chiede alla Commissione europea “maggior chiarezza” sulle misure che dovranno essere implementate per le imprese a partire da agosto. Gli otto avvertono l’esecutivo UE che “non è realistico aspettarsi che l’industria intraprenda investimenti sostanziali senza un approccio chiaro, stabile e con obblighi prevedibili”.
Il documento fa riferimento alla normativa europea entrata in vigore l’11 febbraio 2025, un regolamento che introduce una nuova serie di obblighi che coprono l’intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla progettazione alla gestione dei rifiuti. Sulla carta, le misure che entreranno in vigore puntano a ridurre significativamente entro il 2030 le emissioni di gas serra e il consumo idrico, limitando al contempo gli impatti negativi degli imballaggi sull’ambiente e sulla salute umana, ma la realtà industriale, sostengono questi governi, si sta rivelando ben diversa.
Nel documento si legge che, secondo i paesi firmatari, il regolamento degli imballaggi è “troppo stringente per le piccole e medio imprese” e “diversi requisiti essenziali rimangono non sufficientemente definiti“, senza contare la “considerevole entità dei costi associati” che graverà sulle imprese dell’Unione europea. Si prospetta un impatto complessivo che ammonta a “miliardi di euro in tutta l’UE e che avrà conseguenze limitate o addirittura negative sull’economia circolare”. Le stime riportate dagli otto Stati sarebbero basate proprio sulla valutazione d’impatto della Commissione europea, che indica un potenziale aumento di circa 160 euro per famiglia, cifre pesanti che rischiano di imporre un onere sostanziale all’industria e ai cittadini europei, indebolendo la competitività e colpendo in modo sproporzionato le PMI.
Di fronte a questo scenario, i ministri degli otto Stati membri chiedono dunque alla Commissione di “fornire urgentemente una tempistica chiara e consolidata” per la preparazione e adozione del regolamento per gli imballaggi e rifiuti da imballaggio. La richiesta è anche quella di “dare priorità e accelerare la preparazione e l’adozione di misure essenziali per la giustizia certezza, applicazione e pianificazione degli investimenti, anche mediante aggiornamenti urgenti e sviluppare ulteriormente il documento di orientamento esistente e le domande frequenti per fornire spiegazioni più chiare, più dettagliate e soprattutto operative degli obblighi chiave” del regolamento. Infine, per blindare il mercato, gli Stati chiedono a Bruxelles di “impegnarsi in un dialogo strutturato con gli Stati membri, in particolare con autorità nazionali di vigilanza del mercato”, in modo da stabilire un approccio comune per tutta l’UE prima che sia troppo tardi.












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