Bruxelles – È fatta: l’Ungheria aderirà alla Procura europea (European Public Prosecutor’s Office – EPPO). L’EPPO avrà un ufficio per proteggere i fondi dell’Unione europea dalla criminalità finanziaria anche a Budapest. La Commissione europea ha adottato oggi (10 luglio) una decisione che conferma la partecipazione di Budapest alla Procura dopo la richiesta presentata a maggio 2026 dal governo del neo-eletto Peter Magyar. Il Paese è diventato il 25esimo Stato membro ad aderire alla Procura e ciò testimonia, secondo l’esecutivo UE, il suo “rinnovato impegno a ripristinare lo Stato di diritto nel Paese”. Per la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, “il popolo ungherese disporrà ora di una salvaguardia per garantire che i fondi dell’UE funzionino nel suo interesse”. Ha poi aggiunto: “Ungheria, benvenuta nella Procura europea”.
Il Paese ora dovrà proporre tre candidati per il ruolo di procuratore europeo in Ungheria. Questo verrà nominato dal Consiglio UE dopo che avrà esaminato il parere di un gruppo indipendente. Budapest dovrà anche proporre dei candidati per il ruolo procuratore europeo delegato al procuratore capo europeo e, in particolare, dovrà adottare le misure necessarie per garantire che l’EPPO possa essere pienamente operativa in Ungheria.
“Dobbiamo ovviamente assicurarci che l’Ungheria disponga di risorse materiali e umane sufficienti affinché l’EPPO possa operare pienamente sul territorio ungherese”, e per questo, “potrebbe essere necessario adeguare la legislazione nazionale ai regolamenti della Procura”, ha spiegato durante il briefing quotidiano dell’esecutivo europeo con la stampa, il portavoce Guillaume Mercier. Si tratta di “passaggi da completare prima che il sistema sia pienamente operativo”, ha precisato. L’EPPO diventerà operativo venti giorni dopo la nomina da parte del Consiglio del procuratore europeo in Ungheria e sarà “competente a indagare e perseguire i reati che coinvolgono fondi dell’UE commessi in Ungheria dopo il 1° giugno 2021, con effetto retroattivo, quando l’EPPO ha iniziato le sue operazioni”, ha sottolineato Palazzo Berlaymont.
Con la decisione di oggi, inoltre, “il regolamento EPPO cesserà di essere un atto nell’ambito della cooperazione rafforzata e diventerà pienamente parte dell’acquis dell’Unione”, ha spiegato ancora la Commissione. Questo perché l’EPPO è stata istituita attraverso il meccanismo della cosiddetta cooperazione rafforzata, che consente a un gruppo di almeno nove Stati membri di integrarsi più strettamente grazie a una politica dell’Unione. Ma quando tutti gli Stati membri partecipano a una legge istituita con tale meccanismo, quella legge entra a far parte dell’acquis comunitario – l’insieme delle leggi, dei diritti e degli obblighi condivisi da tutti i paesi dell’Unione Europea – e non è più considerata operante nell’ambito della categoria della cooperazione rafforzata. Con l’adesione di 25 Stati membri e due, Danimarca e Irlanda, soggetti al regime della clausola di non partecipazione, il regolamento EPPO diventerà parte delle norme comunitarie. Ciò significa che qualsiasi nuovo membro che aderisca all’Unione europea in futuro dovrà aderire all’EPPO.
Istituita nel 2021 dal regolamento EPPO, la Procura europea si è occupata nel suo tempo di vita, fino a fine dicembre 2025, di oltre 3.600 casi. “D’ora in poi, gli ungheresi sanno che ci sarà un pubblico ministero europeo indipendente che garantirà che i finanziamenti dell’UE vadano dove dovrebbero andare”, ha osservato la vicepresidente esecutiva responsabile per la Sovranità tecnologica, Henna Virkunnen. A lei si è aggiunto il commissario europeo europeo per la Democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, Michael McGrath, definendo la giornata di oggi “storica” sia per l’Ungheria che per l’UE. “Proteggere il nostro budget non è facoltativo”, ha concluso.


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