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    Home » Net & Tech » Von der Leyen: “Presenteremo dopo l’estate una proposta sull’accesso dei minori ai social”

    Von der Leyen: “Presenteremo dopo l’estate una proposta sull’accesso dei minori ai social”

    Il nuovo rapporto del panel speciale sulla sicurezza dei minori online include nuove raccomandazioni per proteggere i bambini su internet. Tra queste un possibile accesso graduale ai social media in base all'età

    Iolanda Cuomo di Iolanda Cuomo
    13 Luglio 2026
    in Net & Tech
    Da sinistra a destra il direttore del dipartimento di medicina e psichiatria del Centro medico universitario di Ulm (Germania), Jörg Fegert, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e direttrice dell'Istituto nazionale francese di sanità e ricerca medica,Maria Melchior, rilasciano una dichiarazione sul rapporto sulla sicurezza dei bambini online. Crediti: Commissione Europa

    Da sinistra a destra il direttore del dipartimento di medicina e psichiatria del Centro medico universitario di Ulm (Germania), Jörg Fegert, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e direttrice dell'Istituto nazionale francese di sanità e ricerca medica,Maria Melchior, rilasciano una dichiarazione sul rapporto sulla sicurezza dei bambini online. Crediti: Commissione Europa

    Bruxelles – Proteggere i “nostri figli online” e “stabilire una nuova normalità nel futuro mondo digitale”. Sono queste le priorità del nuovo rapporto “Proteggere e potenziare i minori online“, presentato oggi (13 luglio) dal Panel speciale sulla sicurezza dei bambini online, un gruppo di esperti creato dalla Commissione europea con l’obiettivo di proteggere i minori nel mondo digitale, studiare i limiti di età per i social media ed elaborare nuove regole per le piattaforme online. Anche sulla scorta di questo documento, la Commissione europea presenterà dopo l’estate una proposta per limitare l’accesso ai social ai minori. A darne l’annuncio è stata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la conferenza stampa di presentazione del report. “Abbiamo riunito il gruppo di esperti proprio per raccogliere le prove su quale fosse l’approccio migliore per affrontare i rischi e i danni. Ora leggeremo attentamente la relazione e ne discuteremo in seno al collegio, per poi presentare una proposta dopo l’estate“, ha spiegato. Intanto, la presidenza irlandese del Consiglio UE ha sottolineato che “il rafforzamento della sicurezza online è una priorità” del suo lavoro e che Dublino ospiterà “a settembre una Conferenza sulla sicurezza online per bambini e giovani”, così da “portare avanti rapidamente i lavori per la protezione dei minori online”.

    L’inquilina di Palazzo Berlaymont ha ribadito che “i social media non sono un giocattolo” e che che spetta quindi “ai genitori decidere quando i figli riceveranno il loro primo smartphone”. Tuttavia, nell’Unione c’è già “consenso sulla necessità di stabilire una data di inizio per l’accesso dei bambini ai social media” poiché l’attuale status quo, ovvero “un mondo in cui continuiamo a permettere alle grandi aziende tecnologiche un accesso illimitato ai nostri figli, non farà altro che condannare un’altra generazione a ulteriori danni mentali, dipendenze e infelicità”, ha osservato. Von der Leyen ha anche riportato dei dati: “In tutta Europa, i giovani trascorrono dalle 4 alle 6 ore al giorno davanti a uno schermo” e ciò corrisponde a “20 anni della loro vita” e “quasi il 60 per cento dei bambini ha sperimentato problemi emotivi e psicosociali online”, tra cui “insonnia, depressione, ansia, cyberbullismo, esposizione a contenuti dannosi”. 

    Pertanto la presidente ha sollevato tre punti. Il primo è che “le piattaforme sono state le artefici di questi sistemi” e ora spetta a loro “dimostrare che i loro servizi non arrecano danno“. Nell’Unione, “chiunque sviluppi un prodotto è responsabile della sua sicurezza”, ha aggiunto. “Le case automobilistiche devono rendere i loro veicoli sicuri”, lo stesso principio “deve valere per le grandi aziende tecnologiche”, ha sottolineato. Di certo, non “ci aspettiamo che i bambini progettino le proprie cinture di sicurezza” o che i genitori “installino gli airbag a casa”. Il secondo punto è il “bisogno di restrizioni adeguate all’età per le piattaforme“. Come “non diamo ai nostri figli le chiavi della macchina prima che abbiano la patente, o non permettiamo loro di comprare alcolici finché non hanno l’età legale, dobbiamo stabilire un’età minima per l’accesso legale ai social media”, ha precisato.

    Secondo la direttrice dell’Istituto nazionale francese della salute e della ricerca medica, nonché co-presidente del Panel, Maria Melchior, la questione della sicurezza online “deve essere affiancata dallo sviluppo dell’alfabetizzazione digitale tra i giovani, i loro genitori e i loro insegnanti”, in quanto soprattutto “i genitori devono essere preparati a supervisionare e guidare l’accesso dei giovani ai servizi digitali nelle diverse fasce d’età”, ha osservato in conferenza stampa.

    Arriva qui il terzo punto sollevato di von der Leyen. “La ricerca dimostra che il tempismo è fondamentale“, ha spiegato la presidente di palazzo Berlaymont. “Sappiamo che i bambini piccoli non dovrebbero essere esposti a schermi e piattaforme digitali, quindi niente schermi prima dei 3 anni”, ha affermato, e inoltre “i bambini dovrebbero utilizzare i social media solo sotto la supervisione di genitori, tutori o insegnanti, e per un tempo limitato”. Per questo, “credo che occorra considerare un accesso graduale per le diverse fasce di età”, perché “l’infanzia non aspetta e una volta che se ne è andata, non potremo più restituirla”, ha aggiunto. 

    A questo proposito, il professore il direttore medico della clinica di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza presso l’ospedale universitario di Ulm (Germania), Jörg Fegert, ha raccomandato che i bambini siano “online solo se accompagnati da genitori o insegnanti e per un periodo di tempo limitato”. Inoltre, “dovremmo anche sostenere le attività per i bambini nella vita reale e tenere d’occhio quali immagini e video vengono visualizzati dai bambini sui social media”. Oltre a questo, “lo sviluppo dell’indipendenza e dell’autonomia è molto importante per gli adolescenti, ed è per questo che tra i 13 e i 18 anni vogliamo che abbiano un accesso sempre più indipendente a ciò che ‘social media plus‘ offre”, ha affermato. 

    Nel rapporto odierno, la categoria “social media plus” include i fornitori di servizi digitali che presentano funzionalità che creano dipendenza o contenuti inappropriati per l’età. Per l’eseucutivo definire chiaramente questa categoria serve a identificare i sistemi in cui i rischi per i bambini sono maggiori. Pertanto, l‘idea è quella di non limitarsi a regolare solo i social media classici, ma di includere tutti quei servizi progettati con algoritmi o modelli che possono nuocere allo sviluppo dei minori. Una volta definita questa categoria, la proposta è quella di considerare un accesso graduale e scaglionato per diverse fasce d’età, invece di un accesso libero e indiscriminato.

    A conferma delle tendenze presentate da von der Leyen, oggi è stato pubblicato anche un nuovo sondaggio Eurobarometro. L’indagine mostra che gli europei sono estremamente preoccupati per tutti i rischi che i bambini affrontano sui social media. In particolare, il cyberbullismo e le molestie per il 71 per cento degli intervistati, seguiti da vicino dai timori di adescamento online e sfruttamento sessuale (70 per cento), dall’esposizione a contenuti dannosi come la violenza, l’autolesionismo o l’estremismo (69 per cento) e dall’uso improprio dei dati personali dei bambini (69 per cento). La grande maggioranza degli europei, inoltre, vorrebbe che l’Unione facesse di più per proteggere i minori dai rischi online: quasi due europei su tre (63 per cento) desiderano delle norme comunitarie che limitino l’accesso dei minori ai social media in base all’età, sia attraverso un divieto assoluto al di sotto di una determinata soglia (36 per cento) che un accesso ritardato (27 per cento).

    Tags: commissione europeafacebookInstagramlegge sui servizi digitalimetaminori onlinepiattaformeunione europeaursula von der leyen

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