Bruxelles – Ufficialmente nell’UE il rispetto dei diritti fondamentali aumenta, e la situazione migliora. Così racconta l’edizione 2026 del rapporto della Commissione europea sullo Stato di diritto, che evidenzia “una traiettoria generalmente positiva” frutto di “progressi continui in molti Stati membri, con riforme significative completate o in corso in tutti i settori monitorati”. Ma quando si guarda al capitolo libertà di stampa qualcosa non torna: secondo l’esecutivo comunitario “molti Stati membri stanno adottando misure concrete per affrontare il fenomeno delle cause strategiche contro la partecipazione pubblica (le cosiddette SLAPP) e la Commissione continua a collaborare con loro per sostenere il recepimento e l’attuazione della direttiva anti-SLAPP“. Eppure, per il mancato recepimento della direttiva anti-SLAPP solo due giorni fa Bruxelles ha avviato una procedura d’infrazione per metà Paesi dell’Unione, Italia inclusa.
Ci sono dunque due diverse narrative e due diverse realtà: la prima indica una situazione che non va e che per questo richiede l’avvio di procedure, la seconda contraddice e smentisce la prima dicendo che ci sono progressi in materia di lotta a querele temerarie e leggi bavaglio. Il punto sembra essere una cartina dell’Unione europea frammentata, perché quando si parla di difesa dello stato di diritto “la situazione rimane disomogenea tra gli Stati membri e alcune sfide persistono”, riconosce la Commissione europea, e l’attuazione della direttiva SLAPP ne è la rappresentazione.
L’esecutivo comunitario finisce col produrre una comunicazione contraddittoria e confusa. Nello stesso rapporto sullo Stato di diritto che rivendica l’introduzione di misure ai sensi della direttiva SLAPP, si scrive anche che “la Commissione continuerà a sostenere un contesto più favorevole e la sicurezza dei giornalisti e un giornalismo di qualità, anche aggiornando la sua raccomandazione sulla sicurezza dei giornalisti“. Questa sottolineatura conferma che c’è un deterioramento per la libertà di stampa e per il modo di fare giornalismo, altrimenti non vi sarebbe alcuna necessità di sostenere contesti migliori.
La vicepresidente esecutiva responsabile per la Sovranità tecnologica e la democrazia, Henna Virkkunen, giustifica tutto questo con il valore che la stampa ha per i principi e i fondamenti dell’UE e dei suoi Stati membri: “La libertà di mezzi di informazione è centrale per lo Stato di diritto e segnala anche il regresso degli Stati democratici”, sottolinea. Vuol dire che l’attività giornalistica rimane uno degli indicatori principali. Del resto, “media liberi e indipendenti non sono un lusso, sono fondamenti della democrazia“, evidenzia il commissario per la Giustizia e lo stato di diritto, Michael McGrath. Che poi aggiunge: “Incoraggiamo i Paesi ad attuare la direttiva anti-SLAPP“. È l’UE che va in cortocircuito, che dice che molti Stati membri stanno adottando misure per poi dire, parole del commissario, che “la sicurezza dei giornalisti è un punto importante e ci aspettiamo che tutti gli Stati membri adottino tutte le misure necessario affinché i giornalisti possano lavorare in modo protetto e in un ambiente sicuro”.
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