Bruxelles – Nell’Unione europea continua a diminuire il numero di fumatori, ma il tabacco e i prodotti alternativi restano un’abitudine quotidiana per milioni di persone. Nel 2025, un europeo su sei sopra i 16 anni consumava ogni giorno sigarette, sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato o bustine di nicotina. È quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati da Eurostat, che mostrano un lento ma costante calo dei consumi rispetto a tre anni fa.
Nel 2025, il 16,5 per cento della popolazione europea sopra i 16 anni dichiarava di fare uso quotidiano di tabacco o prodotti correlati, un punto percentuale in meno rispetto al 17,5 per cento registrato nel 2022. La tendenza al ribasso interessa la maggior parte degli Stati membri: tra il 2022 e il 2025 la quota di consumatori quotidiani è diminuita in 17 Paesi dell’Unione. I cali più marcati si sono registrati in Spagna e Lussemburgo, dove la percentuale è scesa di 2,1 punti percentuali. Di segno opposto, invece, l’andamento in Croazia e Lituania, che hanno registrato gli aumenti più consistenti, pari a 2,7 punti percentuali.
Persistono anche significative differenze di genere. Gli uomini continuano a fumare molto più delle donne: nel 2025 il 20,8 per cento della popolazione maschile consumava quotidianamente tabacco o prodotti alternativi, contro il 12,6 per cento delle donne. Anche in questo caso si osserva un lieve miglioramento rispetto al 2022, quando le quote erano rispettivamente del 22,2 e del 13,1 per cento.
Per età, la maggiore incidenza si registra tra gli adulti di mezza età. La fascia compresa tra i 35 e i 49 anni è quella con la percentuale più elevata di consumatori quotidiani (21,3 per cento), seguita da quella tra i 25 e i 34 anni (19,9 per cento) e tra i 50 e i 64 anni (19,8 per cento). Più contenuto, invece, il consumo tra i più giovani e gli anziani: il 12,1 per cento tra i 16 e i 24 anni e il 9,1 per cento tra gli over 65.
Guardando ai singoli Stati membri, la Bulgaria registra la quota più alta di consumatori quotidiani di tabacco e prodotti correlati (26,3 per cento), seguita da Svezia (23,9 per cento, un dato probabilmente molto alto per l’uso molto comune degli snus e delle bustine di nicotina) e Croazia (23,6 per cento). All’estremo opposto della classifica si collocano i Paesi Bassi (9,9 per cento), l’Irlanda (11,7 per cento), il Belgio (13,6 per cento) e il Lussemburgo (13,8 per cento).
L’Italia si colloca leggermente al di sotto della media europea. Nel 2025 il 15,5 per cento degli italiani sopra i 16 anni dichiarava di consumare quotidianamente tabacco o prodotti alternativi, una quota inferiore di 1 punto percentuale rispetto alla media dell’Unione.







![[Foto: Imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/Imagoeconomica_1520470-350x250.jpg)





