Bruxelles – Intelligenza artificiale, sinonimo di potenzialità, ma anche rischi, pure per i mercati finanziari. A delineare il quadro è Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, che, in audizione alla commissione per i problemi economici e monetari (ECON) del Parlamento europeo, ha evidenziato come “l’attività di investimento nell’IA dipenderà anche da ciò che accadrà nei mercati finanziari e dalla concretizzazione o meno dei rischi associati al boom dei finanziamenti per l’IA“. Attualmente, “le valutazioni azionarie globali sono concentrate in un numero relativamente ristretto di aziende legate all’IA che stanno anche aumentando rapidamente il loro indebitamento”. Perciò, “una brusca rivalutazione delle prospettive delle aziende di IA e della sostenibilità del loro debito potrebbe innescare correzioni di mercato e ripercussioni sugli investitori dell’area euro e sull’economia in generale“, ha definito Lagarde.
Al di là di questo elemento, però, per Lagarde l’UE deve agire e “creare le condizioni affinché l’IA accresca la produttività e il tenore di vita, garantendo al contempo la nostra sovranità in questo ambito”. Da parte della BCE, il compito sarà “chiaro”, quello cioè di “osservare e studiare attentamente l’impatto dell’IA su produttività, investimenti, mercati del lavoro, condizioni finanziarie e inflazione, al fine di continuare ad assolvere il nostro mandato di mantenimento della stabilità dei prezzi”. Quel che è certo è che, nonostante gli effetti precisi dell’IA siano “incerti”, “l’incertezza non giustifica l’inazione”.
Lagarde snocciola gli elementi di forza dell’IA. Il pontenziale “di trasformare i nostri modi di produrre, lavorare e innovare”, tanto che si prevede che nel 2026 le imprese destineranno all’IA circa il 10 per cento degli investimenti totali, mentre i finanziamenti legati a questa tecnologia rappresentano già all’incirca un quarto della crescita del credito alle imprese. “L’IA potrebbe accrescere significativamente la produttività, la competitività e il tenore di vita in Europa”, afferma precisando che secondo le stime della BCE il miglioramento è quantificabile in un aumento del PIL tra lo 0,3 per cento e lo 0,4 per cento annuo nell’arco di un decennio. Sarebbe il “frutto della diffusione e dell’adozione su larga scala dell’IA” e rappresenterebbe “una cifra considerevole che, se dovesse concretizzarsi, cambierebbe radicalmente molti aspetti”.
Per la numero uno della BCE, “l’Europa ha una reale opportunità di sfruttare questa tecnologia, ma il successo non è scontato“. Sulle aziende, l’IA ha il potenziale “di aiutare le imprese a produrre di più e, nel tempo, una maggiore produttività potrebbe ridurre i costi”, cosa che, “a parità di altre condizioni, dovrebbe ridurre le pressioni inflazionistiche nel lungo termine”. Ma tutto ciò dipenderà “dall’adozione nell’economia”. Alcuni elementi sono “incoraggianti”, ma non bastano. Secondo un sondaggio della BCE, alla fine del 2025, il 38 per cento delle imprese dell’area euro aveva già segnalato un utilizzo almeno moderato dell’IA. “Tuttavia, solo il 7 per cento ha segnalato un utilizzo significativo“, chiarisce Lagarde. Per sbloccare il pieno potenziale dell’IA, all’Europa serviranno “investimenti sostanziali”. Per ora, nonostante siano “in aumento”, restano “ancora indistro rispetto agli Stati Uniti”, anche se sono “un buon inizio” i 30 miliardi di euro per le Gigafactory dell’IA, per sviluppare l’IA avanzata nell’UE.
Sul lavoro, l’IA cambierà le mansioni svolte e le competenze necessarie. Qui, “sarà importante come verranno distribuiti i benefici derivanti dall’IA”, osserva Lagarde ricordando che oltre il 50 per cento dei lavoratori utilizza già l’IA nel proprio lavoro. “E finora, nel complesso, le aziende continuano ad assumere. In effetti, i dati delle indagini suggeriscono che le aziende che fanno un uso significativo dell’IA hanno maggiori probabilità di assumere nuovo personale nella fase di transizione”, dettaglia. Ma c’è una differenza da tenere in considerazione: “Le aziende che utilizzano l’IA per supportare la ricerca, l’innovazione e i nuovi prodotti tendono ad assumere, mentre quelle che la utilizzano principalmente per ridurre i costi del lavoro stanno riducendo l’occupazione“. Perciò, la partita sarà capire se nel lugno termine e per l’economica nel suo complesso, “l’IA andrà principalmente a integrare i lavoratori o a sostituirli”. Da ciò dipenderanno i livelli dei redditi, della domanda e, in ultima analisi, dell’inflazione, ma tutto ciò è ancora nebuloso. “Storicamente, i principali progressi tecnologici non hanno ridotto l’occupazione, ma al momento non è ancora chiaro se l’IA si dimostrerà diversa“, nota Lagarde.
In conclusione, per la numero uno della Banca centrale europea “l’Europa deve favorire l’innovazione nell’ambito dell’IA” che, in altre parole, significa “ridurre la frammentazione nel mercato unico, promuovere l’unione dei risparmi e degli investimenti e accelerare la transizione energetica”. Inoltre, “le iniziative dell’UE, tra cui le fabbriche di IA, le strutture di test e i sandbox normativi, possono anche contribuire a far sì che le idee passino più rapidamente dalla ricerca all’applicazione commerciale. E c’è spazio per innovare in molti settori: dai chip più ecologici agli algoritmi più efficienti”. In secondo luogo, “l’Europa deve costruire una maggiore indipendenza“, rafforzando le parti critiche sottosviluppate della catena del valore dell’IA. “L’obiettivo non è l’autosufficienza”, ma “garantire che le funzioni critiche possano operare in qualsiasi circostanza”. Terzo: “L’Europa deve attuare l’IA in modo intensivo“. Cioè l’adozione di tale tecnologia deve “estendersi oltre un piccolo gruppo di leader tecnologici” e le imprese devono utilizzarla “in modo approfondito ed efficace”. E ciò richiederà “un sostegno mirato a programmi di riqualificazione professionale per far fronte alla grave carenza di competenze legate all’IA e garantire che la forza lavoro possa adattarsi a questa trasformazione epocale”.

![euro digitale [foto: imagoeconomica via IA]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/09/Imagoeconomica_2032601-350x250.jpg)
![Da sinistra: Boris Vujčić, vicepresidente della BCE, e Christine Lagarde, presidente della BCE, in un momento della riunione del consiglio direttivo ospitato dalla Deutsche Bundesbank [Berlino, 10 settembre 2026. Foto: Lorena Deidda/ECB. Copyright: (c) 2026 European Central Bank www.ecb.europa.eu]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/09/lagarde-vucic-260910-350x250.jpg)
![Inflazione e costo del carrello della spesa [foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/08/Imagoeconomica_1858596-350x250.jpg)






