Bruxelles – Il Quadro finanziario pluriennale (QFP), il mercato unico, il sostegno all’Ucraina, l’allargamento e la situazione in Medio Oriente: sono alcuni dei temi sul tavolo dell’ormai imminente Vertice europeo di ottobre. Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha inviato oggi (8 ottobre) la lettera ufficiale d’invito ai ventisette leader, delineando le questioni che li aspettano. I capi di Stato si incontreranno a Bruxelles giovedì 15 ottobre, i lavori inizieranno alle ore 10:00 e Costa spera di “concludere i lavori con il pranzo di venerdì 16 ottobre”.
“In un contesto di crescente incertezza geopolitica, il nostro prossimo incontro sarà fortemente incentrato sull’economia e sulla ricerca di risposte alle sfide che riguardano la competitività europea e l’accessibilità economica”, ha annunciato Costa, facendo intendere che le questioni economiche saranno i punti principali dell’incontro. Tale necessità é dettata da urgenze ben precise: “dobbiamo fornire orientamenti alla Commissione su misure mirate e temporanee per alleviare l’impatto dei prezzi elevati dell’energia su cittadini e imprese, continuando al contempo a perseguire la nostra strategia di riduzione della dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili”, ha spiegato il presidente.
Di pari passo, sarà importante “esaminare, insieme al Presidente del Parlamento europeo, l’attuazione della nostra strategia generale di competitività per il periodo 2026-2027: l’agenda “One Europe, One Market” . Si tratta della tabella di marcia in cui il Consiglio europeo aveva adottato un programma di misure concrete con scadenze ambiziose per rafforzare la competitività, la resilienza e l’autonomia strategica dell’UE “nel 2026, ove possibile, e al più tardi entro la fine del 2027“. Costa ha avvisato: “Bisogna garantire ulteriori progressi, affinché alle ambizioni espresse dai leader – e alle aspettative che ne sono scaturite – corrispondano risultati concreti”.
In merito al QFP – il programma di spesa a lungo termine dell’UE – per il periodo 2028-2034, il presidente ha affermato che i negoziati “entreranno in una fase decisiva” e che “il nostro prossimo incontro dovrà quindi avvicinarci al consolidamento degli elementi chiave necessari per giungere a un accordo definitivo entro la fine dell’anno“. Per questo motivo, il portoghese conta sia sulla leadership dei suoi colleghi che sul loro spirito di collaborazione. “Raggiungere un accordo tempestivo”, ha osservato “sarà fondamentale per garantire alle nostre economie la prevedibilità e la stabilità di cui hanno bisogno in un mondo instabile e imprevedibile”.
Guardando alla politica estera, l’Ucraina resta “una priorità fondamentale”, ma soprattutto il sostegno dell’Unione di fronte alla guerra di aggressione della Russia. Con l’avvicinarsi all’inverno, “sarà dunque importante ascoltare il Presidente Zelenskyy in merito alle esigenze operative”, ha evidenziato Costa. Per questo motivo, é bene che i leader facciano “il punto sui progressi dell’Ucraina nel percorso di adesione all’UE, auspicando che per allora siano stati aperti ulteriori gruppi negoziali”. La riunione “affronterà anche il comportamento sempre più sconsiderato della Russia, compresa la sua campagna di attacchi ibridi in tutta Europa”, ha precisato.
Oltre all’economia e all’Ucraina i leader devono affrontare quelle che Costa ha definito “due importanti discussioni strategiche”. La prima é la migrazione. Sebbene la “significativa e costante diminuzione degli arrivi di migranti irregolari”, a dimostrazione del fatto che “la normativa UE adottata sta producendo risultati”, é necessario “rimanere vigili e preparati, agire in spirito di solidarietà quando gli Stati membri si trovano ad affrontare situazioni di crisi e proseguire il lavoro per migliorare la nostra capacità di gestire le crisi, inclusi tutti i casi di strumentalizzazione”, ha esortato il portoghese.
La seconda riguarderà l’allargamento e le riforme. Sulla scia della recente comunicazione di Palazzo Berlaymont dal titolo “Prepararsi a un’Unione più ampia” – un pacchetto pre-allargamento presentato il 6 ottobre con cui Bruxelles prepara istituzioni, politiche e bilancio a un’UE che potrebbe presto avere nuovi membri – il dibattito “fornirà orientamenti strategici per il percorso da seguire”. In particolare, “metterà in luce i lavori in corso sul trattato di adesione con il Montenegro e l’obiettivo di concludere i negoziati con tale Paese candidato, auspicabilmente entro la fine dell’anno”, ha aggiunto.
Infine, il Medio Oriente. Secondo Costa, bisogna tornare a discuterne. I colloqui allora faranno il “punto sugli ultimi sviluppi nella regione, compreso il loro impatto sulla libertà di navigazione – principio fondamentale del diritto internazionale – e sulla sicurezza marittima”. Si tratta di due “aspetti cruciali per le catene di approvvigionamento globali, in particolare per quanto riguarda energia, fertilizzanti e prodotti alimentari”, ha concluso.

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