Bruxelles – L’imperativo é uno: contrastare la rete di soldati mercenari controllata dal Cremlino. Per questo motivo, “abbiamo rimosso decine di siti web e centinaia di annunci” collegati a una rete di reclutamento di mercenari (a loro insaputa) in Africa. A dare l’annuncio oggi (12 ottobre) é stata l’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, in una conferenza stampa a margine della riunione del Consiglio Affari esteri che si é tenuta oggi in Lussemburgo.
Il tema é stato affrontato durante una colazione di lavoro dedicata alla manipolazione delle informazioni e alle interferenze provenienti dall’estero. Il motivo? Secondo il Consiglio dell’UE, “é necessario smascherare la disinformazione ed è fondamentale bloccare i meccanismi che la alimentano”, per questo l’Unione sta adottando misure concrete. Pertanto, Kallas ha annunciato che “abbiamo esteso a 65 Paesi i nostri programmi di formazione per contrastare la disinformazione”.
Grazie al lavoro del giornalismo d’inchiesta, é stata scoperta una rete di “reclutamento ingannevole” attraverso cui la Federazione russa rintracciava persone da arruolare nella guerra in Ucraina. Nel dettaglio, le indagini hanno portato alla luce un modello ricorrente: ai giovani africani viene promesso lavoro civile, opportunità sportive, programmi di studio o status legale nella Federazione, mentre quando arrivano sono costretti a firmare contratti militari in lingua russa.

![L'Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE, Kaja Kallas [Lussemburgo, 12 ottobre 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/10/kallas-261012-e1791825686294-350x250.jpg)









