Bruxelles – “Con i nostri alleati americani il dialogo è molto, molto difficile”. L’Alta rappresentante UE per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio europeo, nella seconda giornata di lavori a Bruxelles, non risparmia una nota di amarezza nel constatare lo stato di salute delle relazioni con Washington in merito alle sanzioni alla Russia per la sua aggressione dell’Ucraina. E constata che “Starlink è davvero necessario per l’Ucraina e purtroppo, nel breve termine, l’Europa non è in grado di sostituire questa capacità”.
Le difficoltà delle comunicazioni militari ucraine legate alle restrizioni a Starlink – rete satellitare della SpaceX di Elon Musk per l’accesso a internet a banda larga – riportano al centro la dipendenza di Kiev dalle tecnologie americane e i limiti delle capacità europee di sostituirle. Le recenti interruzioni dei collegamenti satellitari utilizzati dalle forze ucraine, in particolare per le operazioni dei droni, mostrano quanto il sostegno statunitense resti determinante sul campo. Un problema che si inserisce in un contesto di crescenti tensioni tra Washington e Bruxelles sulla gestione della guerra.
La vicenda evidenzia la necessità di accelerare il rafforzamento della difesa europea. Kallas ha ricordato che “l’Agenzia europea per la difesa ha mappato le capacità critiche e le risorse fondamentali che ci mancano e che dobbiamo acquisire”. In altre parole, le lacune che gli Stati membri devono colmare. “Ora si tratta di passare all’attuazione e dobbiamo farlo il prima possibile, perché abbiamo bisogno noi stessi di queste capacità”, ha sottolineato.
L’Ucraina resta comunque la priorità dei leader europei, anche in vista di un inverno particolarmente difficile, come hanno confermato anche il presidente del Consiglio europeo, António Costa, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen a inizio lavori. “La situazione è davvero grave. Dobbiamo sostenere l’Ucraina anche per superare l’inverno, perché sarà rigido“, ha scandito Kallas, evidenziando soprattutto la necessità di rafforzare la difesa aerea. Da Mosca, ha aggiunto, “non vediamo alcun segno che voglia fermare questa guerra o che sia in qualche tipo di tregua o pace”.
Per questo, Bruxelles intende continuare a esercitare pressione sul Cremlino. Nonostante la complessità del dialogo con la Casa Bianca, “stiamo cercando di convincere i nostri partner americani che, se vogliamo porre fine a questa guerra, dobbiamo fare pressione sull’aggressore”, ha spiegato l’Alta rappresentante. L’obiettivo, ha precisato, “non è soltanto interrompere il conflitto, ma anche evitare che la Russia avvii nuove guerre”. Per questo motivo, “insieme ai ministri degli Esteri, ho preparato un elenco di richieste e di preoccupazioni europee in materia di sicurezza che dovremmo sottoporre alla Russia”, perché “non possiamo concedere tutto ciò che Mosca desidera senza ottenere, in cambio, delle concessioni da parte russa”, , ha aggiunto l’ex premier estone. Intanto, l’UE sta lavorando a un nuovo pacchetto di sanzioni.
Tra le questioni più urgenti sul tavolo c’è il tema del finanziamento dell’Ucraina per il prossimo anno, in un momento di risorse limitate e di negoziati sul bilancio pluriennale europeo. Kallas ha richiamato l’attenzione sugli asset russi congelati: “Abbiamo concordato che non restituiremo i beni congelati a meno che la Russia non paghi riparazioni per l’Ucraina”. Kiev, ha sottolineato, “ha bisogno di questi soldi in questo momento”.



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