Bruxelles – ‘Case green’, cresce la fronda interna ai popolari europei (PPE) contro le scelte della Commissione europea e della sua presidente, Ursula von der Leyen. Un totale di 18 europarlamentari tutti del gruppo PPE critica la decisione dell’esecutivo comunitario di avviare la procedura di infrazione contro tutti gli Stati membri dell’UE per il mancato recepimento della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (nota come direttiva ‘case green’, appunto). “Il fatto senza precedenti che nessuno Stato membro abbia completato il recepimento nei tempi previsti solleva serie preoccupazioni circa la praticabilità, la proporzionalità e la chiarezza giuridica della direttiva“, criticano gli europarlamentari, tra i quali anche Letizia Moratti (Fi).
La Commissione europea tira dritto: “Il recepimento e l’attuazione completi, corretti e tempestivi dell’acquis dell’UE in materia di energia da parte di tutti gli Stati membri sono essenziali per conseguire gli obiettivi 2030 dell’Unione per l’energia e il clima“, risponde il commissario per l’Energia, Dan Jørgensen, un socialista. L’attuazione delle normative UE, spiega, è necessario per “raggiungere i principali obiettivi strategici in materia di competitività, sicurezza dell’approvvigionamento energetico, accessibilità economica, decarbonizzazione e transizione energetica giusta per tutti”.
Tradotto: di fronte alla resistenza passiva dei governi nazionali non si fa marcia indietro. Ai deputati del PPE che evocano “modifiche mirate o una revisione” della direttiva, il commissario per l’Energia non si sbilancia: “La Commissione procederà alla valutazione del testo e al relativo riesame entro la fine del 2028“. Vuol dire che fino a quel momento i governi devono attenersi a regole e procedure.
A proposito di procedure, Jørgensen tiene a sottolineare che l’avvio di una procedura d’infrazione generalizzata non deve sorprendere: “I ritardi nel recepimento della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia sono stati discussi con gli Stati membri in vari scambi durante tutto il periodo di recepimento”. Quindi i governi sapevano e non possono dirsi sorpresi. Inoltre, “i procedimenti di infrazione riguardanti la direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia sono stati avviati seguendo la normale procedura della Commissione, che prevede una notifica da parte degli Stati membri sullo stato di recepimento”.
Tutto normale, dunque. Se non fosse che i governi sono contro la Commissione europea, e il PPE ha aperto la faida interna alla forza politica che presiede e guida l’esecutivo comunitario. Sul Green Deal e le politiche di sostenibilità, i popolari smentiscono loro stessi e continuano a rimettere in discussione l’operato della precedente legislatura.
![Case green [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/Imagoeconomica_2038455-750x375.jpg)
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