dall’inviata a Strasburgo – Le industrie europee potranno contare su un maggior numero di quote di emissioni di carbonio da mettere in cantina e tirare fuori in caso di necessità. Oggi (21 ottobre) Parlamento europeo e Consiglio dell’UE hanno raggiunto un accordo sulla modifica della riserva di stabilità del mercato (MSR), il meccanismo automatico che regola il numero di quote di emissione di CO2 in circolazione nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS). L’intesa innalza da 400 a 700 milioni la soglia oltre la quale, a partire dal 1° gennaio 2031, le quote in eccesso verranno invalidate, con l’obiettivo di sostenere la stabilità del mercato europeo del carbonio. Di fatto, “l’accordo rafforza la capacità della MSR di rispondere all’evolversi delle condizioni di mercato, compresa quella di un’eventuale contrazione dell’offerta dopo la metà degli anni 2030, man mano che il tetto massimo complessivo alle emissioni continuerà a ridursi”, precisa il Consiglio UE. In questo modo, le norme aggiornate potenziano la capacità di intervento della MSR consentendo, se necessario, il rilascio di quote, così da proteggere l’industria europea da un’estrema volatilità dei prezzi e inviare allo stesso tempo “un segnale chiaro al mercato grazie a meccanismi di salvaguardia contro l’eccesso di quote”.
Secondo il relatore del testo, l’eurodeputato del Partito Democratico, Pierfrancesco Maran, presidente della commissione Ambiente (ENVI) del Parlamento europeo, l’accordo “dimostra che l’ambizione climatica e la competitività industriale possono e devono andare nella stessa direzione”. Maran si aspetta che l’attuale revisione dell’ETS dimostri “alle imprese e ai cittadini che l’Europa può svolgere un ruolo guida in materia di clima e rafforzare la propria industria”. Anche Darragh O’Brien, ministro per il Clima, l’energia e l’ambiente dell’Irlanda – Paese che ricopre il semestre di presidenza di turno del Consiglio UE – ha sostenuto che, con l’accordo tra le due parti, l’UE ha raggiunto “un risultato equilibrato sulla riserva di stabilità del mercato” che fornisce all’industria europea “flessibilità immediata, garantendo al tempo stesso la stabilità dei prezzi e proteggendo l’integrità del mercato del carbonio dell’UE”.
In base alle regole attualmente in vigore, tutte le quote detenute nella riserva oltre la soglia di 400 milioni sarebbero state invalidate. Con l’accordo, il limite viene innalzato a 700 milioni: le quote comprese tra le due soglie non saranno quindi annullate, ma resteranno disponibili nella riserva per contribuire a stabilizzare il mercato e rispondere agli squilibri tra domanda e offerta.
L’intesa modifica la proposta iniziale della Commissione europea, che aveva suggerito di sospendere immediatamente e a tempo indeterminato il meccanismo di cancellazione delle quote in eccesso. Questa soluzione avrebbe consentito di mantenere nella riserva un numero illimitato di quote aggiuntive, creando un cuscinetto a sostegno della stabilità del mercato.
Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno invece optato per una soluzione di compromesso. L’obiettivo, si legge nel comunicato stampa, è “garantire un funzionamento ordinato del mercato europeo del carbonio e della MSR, aumentare la prevedibilità del mercato a lungo termine e allinearsi agli obiettivi climatici dell’UE per il 2040 e il 2050″. La soglia dovrebbe così mantenere una “riserva sufficientemente ampia” da assorbire gli squilibri tra domanda e offerta, evitando al contempo “l’eccessivo accumulo di quote nella riserva” che avrebbe potuto derivare dalla proposta della Commissione. I colegislatori hanno inoltre stabilito che il tetto venga gradualmente abbassato su base annua, per “garantire un approccio globale coerente”.
Il prossimo passo prevede l’approvazione formale dell’accordo da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. Il regolamento modificato entrerà in vigore tre giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e si applicherà immediatamente.









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