Bruxelles – Quasi tre europei su cinque (pari al 58 per cento) vorrebbe una vittoria del Partito Democratico alle elezioni di midterm negli Stati Uniti d’America. A tifare per il Partito Repubblicano è solo il 18 per cento, mentre quasi uno su quattro (24 per cento) dice di non sostenere né l’uno né l’altro. Sono le posizioni degli europei, riguardo ai risultati delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, intervistati dall’ultimo sondaggio di Polling Europe Euroscope, società di ricerche di mercato e sondaggi con sede a Bruxelles, frutto della collaborazione tra SWG e OpinionWay. Un sondaggio di cui Eunews ha fornito un’anteprima esclusiva.
Nei cinque Paesi analizzati più da vicino è netta la predominanza di chi si augura una vittoria democratica. La percentuale più elevata è in Italia (64 per cento), seguita da Germania (60 per cento), Francia e Spagna (entrambe al 58 per cento) e Polonia (43 per cento). A sostegno dei repubblicani si schierano uno spagnolo su quattro (25 per cento) e un polacco su quattro (25 per cento). Ma sono le quote più elevate perché in Germania (18 per cento), Italia (14 per cento) e Francia (12 per cento) l’elefantino incassa meno del 20 per cento del sostegno.
A emergere è poi il fatto che l’apprezzamento per i democratici superi quello per i repubblicani anche tra gli elettori di destra. Se appare naturale che il Partito Democratico incassi l’80 per cento di sostegno da parte degli elettori dei Verdi, il 74 per cento di quelli dei Socialisti e democratici (S&D) e il 71 per cento di quelli di La Sinistra, un po’ meno scontato è il 45 per cento di appoggio espresso da chi vota i Patrioti per l’Europa (PfE) e il 41 per cento dei votanti di Europa delle Nazioni Sovrane (ESN) e dei Conservatori e riformisti europei (ECR). In confronto, il favore verso i repubblicani da parte dagli elettori di questi ultimi tre schieramenti è più basso: 33 per cento (ECR), 32 per cento (PfE) e 31 per cento (ESN). Infine, popolari (PPE) e liberali (Renew Europe) auspicano per il 68 per cento e il 69 per cento una vittoria democratica martedì prossimo, mentre la quota di chi desidera una vittoria repubblica è sotto il 20 per cento in tutti gli altri gruppi politici: Renew (18 per cento), PPE (17 per cento), Verdi e S&D (13 per cento entrambi), La Sinistra (10 per cento).
La collaborazione tra Paesi
Il tema, ormai non più tabù né segreto, del logoramento delle relazioni con il partner USA spinge la riflessione su cosa sia la collaborazione tra Paesi e come si esplichi. Per i cittadini interpellati dal sondaggio, la prioritaria area di collaborazione tra Paesi è quella sulla difesa dei diritti umani (60 per cento delle risposte). Seguono le voci ‘Disastri naturali e pandemie’ (57 per cento), ‘Tutela dell’ambiente e cambiamento climatico’ (54 per cento), ‘Difesa in caso di invasione da parte di un altro Paese’ (48 per cento), ‘Aiuti ai Paesi poveri’ (43 per cento), ‘Limitazione dell’eccessivo potere dei grandi attori economici’ (40 per cento), ‘Accesso equo alla tecnologia’ (30 per cento) e ‘Squilibri fiscali tra i Paesi’ (26 per cento).
Tra i cinque Paesi analizzati, il podio dell’Italia è composto da ‘Tutela dell’ambiente e cambiamento climatico’ (62 per cento), ‘Difesa dei diritti umani’ (61 per cento) e ‘Disastri naturali e pandemie’ (55 per cento). Le stesse tre voci appaiono ai primi tre posti, pure se con percentuali diverse, anche negli altri Paesi indagati, con una eccezione in Polonia, dove la voce ‘Difesa in caso di invasione da parte di un altro Paese’ ha la meglio sulla difesa ambientale (quarta opzione scelta).
Le stesse tre voci sono le più scelte anche a seconda dell’elettorato di appartenenza, nelle forze centriste – S&D, Verdi, Renew Europe – ne’ La Sinistra, mentre tra i vontati popolari (PPE), conservatori (ECR) e sovranisti (ESN) la difesa vince sull’ambiente, che si posiziona al quarto posto. Nell’estrema destra dei Patrioti (PfE), invece, il podio si conferma quello scelto dalle forze pro-europee: la collaborazione dovrebbe avvenire in caso distrastri naturali (57 per cento), a difesa dei diritti umani (49 per cento) e a tutela dell’ambiente (48 per cento).
L’indagine è stata condotta online mediante la metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interview) su un campione rappresentativo della popolazione dell’Unione europea di età pari o superiore ai 18 anni. La dimensione complessiva del campione è di 5.067 interviste complete, distribuite proporzionalmente alla popolazione dei 27 Paesi dell’UE, con un lieve aggiustamento che consente di analizzare i dati a livello paneuropeo, prevedendo suddivisioni per i 5 Paesi più popolosi (Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia) e per 3 diverse aree geografiche: Europa centro-orientale, Europa settentrionale ed Europa meridionale. Per ciascun Paese sono state stabilite quote proporzionali in base all’età e al genere, calcolate sulla base dei parametri più recenti forniti da Eurostat. Le interviste sono state raccolte tra il 21 e il 30 settembre 2026.










