Bruxelles – La Commissione europea chiede all’Italia di valutare caso per caso gli interventi più efficaci e meno costosi per migliorare l’efficienza energetica degli alloggi sociali, rimettendo in discussione la scelta di escludere il cappotto termico dal Piano sociale per il clima. È quanto scrive il commissario europeo al Clima, Wopke Hoekstra, nella risposta a un’interrogazione parlamentare presentata dagli eurodeputati del Movimento 5 Stelle Dario Tamburrano, Danilo Della Valle, Mario Furore e Valentina Palmisano.
I quattro pentastellati contestano la scelta del governo italiano di non finanziare l’isolamento termico delle pareti esterne, privilegiando invece la sostituzione degli impianti e degli infissi. Una strategia che, secondo gli eurodeputati, rischia di non ridurre abbastanza i consumi degli edifici e di non alleviare la povertà energetica. “Cambiare gli impianti senza ridurre le dispersioni lascia alti i consumi e non allevia la povertà energetica”, sostengono, richiamando il principio dell’“efficienza energetica al primo posto” e quello della neutralità tecnologica previsti dal quadro europeo.
Il Piano sociale per il clima italiano vale 9,3 miliardi di euro, di cui sette miliardi provenienti dal Fondo sociale per il clima dell’UE e 2,3 miliardi di cofinanziamento nazionale. Approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto e trasmesso a Bruxelles con un anno di ritardo, il piano è ancora all’esame della Commissione europea, che il 2 ottobre ha inviato a Roma le proprie osservazioni.
Nella sua risposta, Hoekstra ricorda che l’obiettivo del piano è “migliorare circa il 90 per cento degli alloggi popolari in classe F e G“, attenuando l’impatto dell’ETS2, il nuovo sistema europeo di scambio delle emissioni che interesserà gli edifici e il trasporto stradale e il cui avvio è previsto nel 2028. Le ristrutturazioni più profonde, aggiunge il commissario, possono essere sostenute anche attraverso altri strumenti, tra cui il Piano Casa.
La scelta di escludere il cappotto termico resta formalmente una prerogativa dello Stato membro, che deve definire gli interventi in base alle risorse disponibili. La Commissione, tuttavia, invita l’Italia a valutare le diverse opzioni caso per caso, individuando quelle più convenienti per evitare che le famiglie vulnerabili che vivono negli edifici meno efficienti continuino a sostenere costi energetici elevati. L’approccio, precisa Hoekstra, deve rispettare il principio della neutralità tecnologica.
Per Tamburrano, la risposta del commissario è una bocciatura della linea adottata dal governo Meloni. Il confronto riporta al centro anche il tema delle politiche per l’efficientamento energetico degli edifici e delle scelte compiute negli ultimi anni in Italia.
Il cappotto termico era uno degli interventi coperti dal Superbonus al 110 per cento, introdotto nel maggio 2020 dal governo guidato da Giuseppe Conte con il decreto Rilancio. La misura è stata successivamente ridimensionata: il governo Draghi aveva previsto una riduzione dell’aliquota al 70 per cento nel 2024 e al 65 per cento nel 2025, mentre l’esecutivo Meloni, con il decreto Aiuti quater, aveva anticipato il taglio al 90 per cento già dal 2023. Nel febbraio dello stesso anno, il governo aveva inoltre bloccato la possibilità di ricorrere allo sconto in fattura e alla cessione dei crediti fiscali.






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