Bruxelles – Embargo all’energia russa per fermare la guerra in Ucraina, tra il dire e il fare ci sono contratti che hanno comunque fruttato alle casse del Cremlino una media di 42,6 miliardi di euro l’anno. Nello specifico, “tra gennaio 2022 e dicembre 2025 l’UE ha versato 213 miliardi di euro per i combustibili fossili russi“, ammette la commissaria per l’Allargamento, Marta Kos, rispondendo a nome dell’intero collegio a un’interrogazione parlamentare che arriva dai banchi dei liberali europei (RE) per sapere quanto l’UE abbia contribuito ad arricchire il presidente russo Vladimir Putin a dispetto delle tante sanzioni adottate.
La cospicua somma pagata dall’UE per l’importazione di petrolio e gas russi fino alla fine del 2025, continua Kos, rispecchia “la pre-esistente dipendenza energetica dell’Unione”, ridotta nel corso del tempo. Numero e valore degli assegni staccati a favore di Gazprom, Lukoil e affini, sottolinea la commissaria, “sono diminuiti in misura significativa nel corso del periodo” di riferimento, e dunque da inizio guerra un Ucraina in poi, “in linea con gli sforzi dell’UE volti a diversificare le proprie forniture energetiche e a eliminare progressivamente le importazioni di combustibili fossili russi”.
Kos fornisce la rendicontazione finanziaria dell’UE in materia di bolletta energetica pagata alla Russia: alla luce delle scelte politiche fatte e delle sanzioni adottate, tenendo conto dei contratti comunque in essere e quelli firmati prima delle diverse messe al bando, “i pagamenti per i combustibili fossili russi sono scesi a 17 miliardi di euro nel 2025, cifra che rappresenta appena il 5 per cento delle importazioni totali di combustibili fossili dell’UE e un calo di quasi il 90 per cento rispetto ai 144 miliardi di euro pagati nel 2022“.
Insomma, “gli acquisti di combustibili fossili russi da parte dell’UE sono diminuiti drasticamente dopo l’invasione russa dell’Ucraina”, sottolinea Kos. Sono diminuiti, ma non sono stati azzerati. Non ancora. L’obiettivo è portare a zero la bollette energetica russa entro settembre 2027.
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