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    Home » Politica » INTERVISTA / Bonaccini incalza: “I tagli alla PAC nel prossimo bilancio UE sono inaccettabili”

    INTERVISTA / Bonaccini incalza: “I tagli alla PAC nel prossimo bilancio UE sono inaccettabili”

    Dalla fiera di Ecomondo, l'eurodeputato e presidente PD commenta anche il voto di metà mandato USA: "Non ho grande fiducia che Trump cambierà la sua natura e il suo approccio, ma avere sia Camera che Senato a maggioranza così robusta democratica spero lo costringerà più miti consigli". In particolare sui dazi

    Carlo Fumagalli di Carlo Fumagalli
    6 Novembre 2026
    in Politica, Agrifood, Green Economy
    L'eurodeputato e presidente PD, Stefano Bonaccini. Source: European Union 2026 - Source : EP

    L'eurodeputato e presidente PD, Stefano Bonaccini. Source: European Union 2026 - Source : EP

    Rimini – La speranza è che i nuovi colori politici di Camera e Senato USA usciti dalle elezioni di metà mandato negli USA possano spingere il presidente Donald Trump a rivedere la guerra commerciale contro l’Europa avviata con la politica di dazi. Lo sottolinea a GEA ed Eunews l’eurodeputato e presidente del Partito democratico (PD), Stefano Bonaccini, che, a margine di Ecomondo a Rimini, la fiera internazionale dedicata ai settori della green e circular economy, evidenzia come sul fronte UE, invece, la battaglia sia per un bilancio pluriennale 2028-2034 che azzeri completamente i tagli proposti alla Politica agricola comune.

    Eunews: “L’onda dem, le mid-term americane, che prospettive apre nei rapporti tra Stati Uniti ed Europa?”

    Stefano Bonaccini: “Dal mio punto di vista c’è solo da augurarsi, più in generale, un nuovo rapporto tra gli Stati Uniti e l’Unione europea, perché non si era mai visto un presidente che lavora per demolire il rapporto con l’Europa. Ho detto più volte in questi mesi che due presidenti repubblicani, come Bush o Reagan, cito loro non a caso, si stiano rivoltando nella tomba nel vedere come, invece che rafforzare quello che chiamiamo patto atlantico, Trump ha lavorato per demolirlo e dividere l’Europa. Intanto questo, perché da un punto di vista geopolitico ha dei riflessi incredibili. Non ho grande fiducia che Trump cambierà la sua natura e il suo approccio, ma avere sia Camera che Senato a maggioranza così robusta democratica spero lo costringerà più miti consigli. Dal punto di vista, invece, del rapporto sulle questioni che io sto seguendo – quelle dei dazi, essendo in commissione Commercio Internazionale o l’agricoltura e l’agroalimentare -, l’auspicio è che ripensi a questa guerra commerciale insensata che ha fatto partire due anni fa. Le guerre commerciali non hanno mai fatto bene a nessuno e credo che anche questo aprire guerre commerciali con tutti, abbia portato un po’ di elettori a non poterne più, anche se credo che il vero motivo per cui ha perso così sonoramente le elezioni, come non accadeva ai repubblicani da più di mezzo secolo, sia la guerra insensata e illegale aperta a Teheran che ha portato a un nuovo aumento di carburanti ed energia anche in quel Paese, non solo in Europa, unita al fatto che aveva promesso meno inflazione e crescita dell’economia ed entrambe queste cose stanno andando al contrario”.

    E: “Ha citato la crisi dei carburanti, ha citato l’agri-food. Quali sono gli strumenti da mettere in campo per tutelare gli agricoltori?”

    S.B.: “Questo è un bel problema. Noi abbiamo chiesto al commissario Hansen – che ha aperto, anche se vanno modificate alcune procedure – se l’utilizzo di quelli che chiamiamo fondi PSR, cioè i Piani di sviluppo rurale, che sono i fondi europei che vengono trasferiti dagli stati alle regioni, può andare anche incontro al caro carburante. C’era già stata recentemente un’opportunità di poter utilizzarli per affrontare altri problemi causati dalla guerra nello Stretto di Hormuz, a partire dai fertilizzanti. Adesso abbiamo chiesto se quelle risorse possono per la prima volta essere utilizzate, essendo fondi della regione, per andare incontro al caro carburante. L’Emilia Romagna, ad esempio, è già pronta a mettere 12 milioni di euro dal suo piano di sviluppo rurale a disposizione, per la prima volta, degli agricoltori, proprio per venire a mitigare questo tema. Io spero che l’apertura che il commissario europeo ha fatto possa procedere e trovare soluzione, perché in momenti straordinari bisogna mettere in campo misure straordinarie”.

     

    E: “A proposito dei fondi, la Commissione ha proposto dei tagli alla PAC nel prossimo bilancio pluriannale. Voi cosa rispondete?”

    S. B.: “Io sono stato incaricato mesi fa dalla commissione Agricoltura, quindi da tutte le forze politiche, come relatore della proposta di bilancio che la Commissione avanza al Parlamento europeo. Dico subito che per noi è una proposta inaccettabile, perché l’agricoltura è il settore più colpito. Sono 20 per cento di tagli nella nuova politica agricola comunitaria. Per l’Italia, tradotto, sono 9 miliardi di euro. E questo non lo possiamo accettare. Per cui, nella proposta che io ho avanzato, vi è la richiesta innanzitutto dell’azzeramento dei tagli, altrimenti come socialisti siamo addirittura arrivati a dire che non voteremo col bilancio, con tutte le conseguenze per la Commissione del caso. Per la prima volta ho chiesto l’introduzione di indicizzare l’inflazione, che abbiamo previsto al 2,5 per cento, perché negli anni precedenti, con la pandemia, l’inflazione è arrivata a due cifre e si è mangiata decine di miliardi di euro del bilancio europeo vero e proprio. Abbiamo chiesto per la prima volta di introdurre un nuovo pilastro per la gestione del rischio, cioè il fatto di riassicurare tante imprese agricole, soprattutto piccole e medie. Abbiamo previsto una proposta di un miliardo e ottocento milioni di euro, che sarebbe un piede pubblico per convincere i privati, che ci hanno detto che potrebbero essere interessati, a venirsi incontro. Io spero, voglio avere fiducia, che quantomeno l’azzeramento dei tagli avvenga, perché sarebbe veramente clamoroso e delittuoso verso il settore agricolo che la Commissione von der Leyen si era proposta di rilanciare. Speriamo di farcela. Mi dà fiducia il fatto che la proposta che ho portato in commissione ha ricevuto l’ottanta per cento di voti a favore, trasversali da destra a sinistra, e l’altro vento per cento astenuti. Quindi abbiamo dimostrato per una volta che l’Europa può persino, oltre alle ideologie e alle appartenenze politiche, stare unita”.

    E. “Gli attacchi cibernetici ai sistemi di refrigerazione aggiungono una nuova incertezza nel settore agricolo e della distribuzione. Come si risponde a questa minaccia?”
    S.B.: “Questo è un bel problema, perché quando parliamo di guerra ibrida, anche questa è guerra ibrida. Quindi io credo che bisogna in Europa alzare il livello non solo di attenzione e di possibili sanzioni nel caso si arrivi a quanti ne hanno la responsabilità, ma soprattutto arrivare ad un sistema di protezione che impedisca interventi che in questo caso mettono a rischio la catena alimentare”.

     

    * Intervista video realizzata da GEA Agency

    Tags: agricolturabilancio uedonald trumpfondimidtermpacpdStefano Bonacciniueusa

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