Bruxelles – Italia, Grecia, Cipro e Spagna sono i quattro Paesi dell’UE sotto pressione migratoria e potranno accedere al nuovo bacino europeo di solidarietà per il 2027. È quanto emerge dal secondo ciclo annuale di gestione della migrazione (Annual Migration Management Cycle), lanciato oggi (6 novembre) dalla Commissione europea. A presentarlo in conferenza stampa a Palazzo Berlaymont è stato il commissario europeo per la Migrazione, Magnus Brunner, che ha riconosciuto i progressi compiuti da Roma nella gestione dei flussi, pur sottolineando la necessità di continuare a rispettare gli obblighi previsti dal Patto UE su migrazione e asilo. Nello specifico, l’Italia è per il commissario “incredibilmente importante per noi” quando si tratta della gestione dei flussi migratori. A dimostrarlo sono i dati: “Gli arrivi irregolari sono diminuiti di oltre il 55 per cento”, ha dichiarato, attribuendo parte dei risultati agli investimenti adottati da Roma.
“Stiamo dando attuazione a una componente fondamentale del Patto sulla migrazione e l’asilo“, ha spiegato più in generale Brunner. Il secondo ciclo si basa sui risultati ottenuti nel corso degli ultimi due anni: “Il nostro nuovo approccio alla migrazione, con un nuovo quadro giuridico, una protezione più forte delle frontiere, nuove norme sui rimpatri e una diplomazia migratoria più attiva, sta producendo risultati”. Il meccanismo prevede ogni anno una valutazione complessiva della situazione migratoria e delle condizioni di ciascuno Stato membro, sulla cui base la Commissione UE individua i Paesi sottoposti a pressione migratoria e propone al Consiglio un bacino di solidarietà per l’anno successivo.
Una precisazione sul meccanismo di solidarietà, però, arriva da una fonte europea. Se la Commissione europea dovesse concludere nelle sue valutazioni che sussistono “carenze sistemiche” di uno Stato membro sulle norme stabilite dal regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione, “la conseguenza prevista dal sistema è che gli altri Stati membri non siano tenuti a esercitare o rendere operativo il meccanismo di solidarietà” per quel Paese. L’Italia, ha precisato la fonte, “ha certamente accesso al meccanismo di solidarietà, ma dato che al momento non è possibile stabilire con certezza l’andamento delle procedure, è necessario proseguire il monitoraggio e tenerne conto nel processo di attuazione del meccanismo nei mesi a venire”.
Secondo il secondo Rapporto europeo annuale su asilo e migrazione, gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’UE sono diminuiti del 55 per cento negli ultimi due anni, con un’ulteriore flessione di oltre un terzo nella prima metà del 2026. Nel 2025 sono scesi anche i movimenti non autorizzati all’interno dell’Unione (-22 per cento) e le domande di asilo (-19 per cento), mentre il tasso di rimpatrio europeo ha superato il 30 per cento.
“I numeri dimostrano chiaramente i risultati raggiunti”, ha insistito Brunner, citando alcuni esempi: gli arrivi lungo la rotta dei Balcani occidentali sono diminuiti del 95 per cento negli ultimi anni, mentre quelli sulle rotte del Mediterraneo centrale e dell’Africa occidentale sono scesi dell’80 per cento nell’ultimo anno. Anche a livello nazionale, ha aggiunto, la Svezia ha registrato il numero più basso di arrivi mai rilevato e la Germania ha visto le domande di asilo diminuire dell’80 per cento rispetto a due anni fa.
Il rapporto fotografa anche l’attuazione del Patto, con il nuovo sistema Eurodac operativo in tutti gli Stati membri e le nuove procedure di screening e di frontiera già utilizzate. Dall’entrata in vigore delle nuove regole, circa un terzo delle domande di asilo registrate è stato trattato attraverso procedure accelerate o di frontiera. “Il Patto è operativo, tutti gli Stati membri stanno applicando le nuove norme”, ha affermato il commissario, indicando tra gli obiettivi il rafforzamento dei controlli, l’accelerazione delle procedure e il contrasto agli abusi del sistema di asilo.
Quanto alla distribuzione delle pressioni migratorie, la Commissione individua quattro Paesi sotto pressione: Grecia, Cipro, Italia e Spagna. Per Roma, la valutazione tiene conto del numero sproporzionato di arrivi conseguenti alle operazioni di ricerca e soccorso in mare. Altri quindici Stati membri, tra cui Belgio, Germania, Francia e Paesi Bassi, sono invece classificati a rischio di pressione migratoria e potranno beneficiare in via prioritaria degli strumenti di sostegno dell’UE.
Sulla base della valutazione, Bruxelles ha presentato al Consiglio la proposta per il bacino di solidarietà del 2027. Gli Stati membri potranno contribuire attraverso il ricollocamento dei richiedenti asilo, compensazioni degli obblighi di responsabilità, sostegno finanziario o altre misure. L’entità del bacino e la ripartizione dei contributi saranno decise dal Consiglio: una volta adottata la decisione, gli impegni nazionali diventeranno pubblici e giuridicamente vincolanti.



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